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Il “boss” di Hawaii Five-0 rivela l’episodio nr. 100 e dà spiegazioni riguardo al nuovo interesse amoroso di Steve

Quando Hawaii Five-0 della CBS ha terminato la quarta stagione, Wo Fat evadeva da una prigione di massima sicurezza – ma per finire dove?

Il mistero più recente che circonda il continuo tormento di McGarrett – oltre a molti altri – troverà risposta nella centesima puntata della seria, intitolata “Se, Forse”, ha detto a TVLine il produttore esecutivo Peter Lenkov, come parte del nostro Domande & Risposte Anteprime Autunnali.

“Vi dico questo: se ci sono domande in sospeso per le persone che hanno lealmente guardato la serie fin dall’inizio, queste troveranno tutte una risposta nel centesimo episodio”, ovvero il settimo episodio della quinta stagione, ha assicurato Lenkov. “Non ci saranno davvero più altre domante, del tipo ‘[Steve e Wo Fat] sono imparentati?’ oppure ‘Qual è la relazione di Wo Fat con la madre di Steve?’… Tutto questo sta per giungere a un termine e verrà risolto.”

Sempre durante la nostra intervista per le anteprime, Lenkov ha accennato a voci che, con Catherine appena fuori dalla vita di Steve, stia per arrivare per il capo della Five-0 un nuovo interesse amoroso, ancora da scritturare.

“Tutti lo stanno vendendo come un interesse amoroso, ma in realtà è un’amicizia”, ha detto Lenkov. “McGarrett incontra una donna nell’anniversario della morte di suo padre, e i due condividono il dramma di aver entrambi perso un genitore molto presto. E questo verrà sviluppato durante un arco narrativo.”

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

Posted by Gwen

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“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

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Benedizione nascosta.

Correre in giro e “combattere” in serie d’azione ha aiutato Chi McBride ad intraprendere un nuovo corso nella propria carriera.

 

L’attore americano Chi (pronunciato “sci”) McBride ha perso più di 28 chili negli ultimi anni in parte per aver accettato una serie di ruoli televisivi carichi di azione. Conosciuto come l’impositivo preside di scuola superiore nella serie televisiva Boston Public (dal 2000 al 2004), ha interpretato un detective nella serie d’azione Human Target (2010) e in Golden Boy (2013).

Ora, il cinquantaduenne [attore] si associa alla quarta e più recente stagione della serie di successo Hawaii Five-0 nel ruolo del capitano della SWAT Lou Grover, un ruolo che richiede parecchie corse, sparatorie e combattimenti a suon di pugni.

Parlando al telefono di recente dalla sua casa di Los Angeles, dice: “Ho perso 28 chili negli ultimi cinque anni ed è incredibile. L’ho fatto per sopravvivere. Avevo 48 anni ed i miei dottori mi hanno chiesto ‘Non hai mangiato abbastanza pizza?’ Così ho deciso che avrei cambiato il mio modo di vivere. Poi ho cominciato a fare ruoli d’azione ed è stato semplicemente fantastico.”

Questo ha aperto una strada completamente nuova per la sua carriera. “Fare azione ti allunga un po’ la carriera. L’azione è qualcosa che di norma la gente non mi ha visto fare, sono davvero grato per questo”, dice.

McBride, che è sposato con tre figli dai 6 ai 33 anni, ha cominciato con la musica, pubblicando un singolo nel 1989, He’s The Champ, che ironizzava sul matrimonio del pugile Mike Tyson e della sua moglie di allora, l’attrice Robin Givens. Ha anche pubblicato un album come parte del gruppo cover R&B che però non è decollato.

Poi ha cominciato a recitare a 30 anni, facendo un ruolo come attore ospite nella serie televisiva di successo Willy, il principe di Bel-Air (1992) ed un ruolo di supporto nel film La vendetta dei Nerds III: la prossima generazione (1992).

Da allora ha recitato in più di 30 film e 28 serie televisive, incluso il film Codice Mercury (1998) con protagonista Bruce Willis e le serie televisive Pushing Daisies (dal 2007 al 2009) e The Nine (dal 2006 al 2007).

Ma è stata la sua parte come il preside scolastico Steven Harper in Boston Public, riguardante un’immaginaria scuola superiore pubblica, che gli ha meritato una nomination nel 2001 per un premio dell’Associazione dei Critici Televisivi.

Sebbene tutti questi ruoli gli sono piaciuti, dice che non ce n’è nessuno che vorrebbe fosse durato più a lungo. “Non sono molto sentimentale. Se non capisci il concetto che le cose finiscono, finirai col bere troppo. Sai cosa intendo?”

Eri un fan della serie originale Hawaii Five-O, andata in onda dal 1968 al 1980?

Sì, certamente. Sono cresciuto guardandola e mi piaceva molto. Stavo lavorando in altre serie quando è uscita la nuova Hawaii Five-0, pertanto non ho avuto l’occasione di guardarla. Ma dopo che sono stato contattato per l’ingaggio, ho guardato gli episodi passati in dvd. Erano pieni di azione, e molto interessanti ed eccitanti.

Com’è stato essere il “tizio nuovo” in una serie già rodata?

Mi piace molto lavorare col cast. Conosco (l’attore) Scott Caan da molti anni ed è un tipo divertente con cui aver a che fare. Alex O’Loughlin e Scott ed io abbiamo anche molto in comune, e fumiamo sigari e raccontiamo storielle. Gioco a golf con molti dei ragazzi della produzione. Ed arrivare a girare alle Hawaii, quella è stata una benedizione perché ci sono così tante cose da fare, che si tratti di giocare a golf o di fare hiking o altro. È anche un equilibrio tra la vita lavorativa e privata.

Il tuo personaggio Lou Grover è stato preso dall’originale Hawaii Five-O ed era interpretato da Scott Brady. Hai sentito la pressione di dover far felici i fan della serie vecchia e nuova?

Non proprio, perché spesso quando comincia a preoccuparti di cose come questa, finisci col fare una caricatura di recitazione. Tutto quello che posso fare è usare quel poco di talento che ho e basarmi sul copione – ed è stato davvero grandioso. Il mio lavoro è di interpretare quello che scrivono su una pagina e non faccio entrare nient’altro nella mia testa.

Hawaii Five-0 ha un cast multietnico che include gli attori asiatico-americani Daniel Dae Kim e Grace Park. Pensi che l’industria cinematografica e televisiva sia maggiormente aperta verso la diversità, oggigiorno?

Dipende da che definizione dai a “diversità”. Penso che Hollywood sia un business a cui importa soltanto di un colore: il verde. Se puoi far soldi, non gli importa di che colore sei. Non ho mai affrontato il mio lavoro dal punto di vista della mia razza perché ho sempre avuto molta fiducia in quello che sono capace di fare come attore, così non ho mai avuto a che fare con il problema “diversità”. Comunque, la diversità è qualcosa di più che semplicemente un gruppo di persone che hanno aspetti differenti. Se metti persone che hanno aspetti differenti nello stesso posto, tutto quel che hai è una pubblicità della Benetton, il che è splendido se devi vendere un mucchio di maglioni. Ma la diversità è molto più profonda dell’aspetto delle persone o di qual è la loro razza.

Tu hai tre figli maschi nella vita reale, ma in Hawaii Five-0 il tuo personaggio è il padre di una ragazzina. Hai mai desiderato una figlia?

Ho diffuso cromosomi Y dal 1980 e sono contento di non aver avuto figlie, perché ho già abbastanza capelli bianchi così com’è. Il problema sarebbe stato che lei avrebbe cercato di farmi fare quello che voleva e che io glielo avrei lasciato fare, e sarebbe stato un disastro. Bruce Willis mi ha detto che la prima volta che uno è arrivato per portar fuori sua figlia, lui era seduto sul patio mentre puliva la sua pistola e gli ha chiesto: “Ehi ragazzino, hai visto Die Hard?” Il ragazzino fa “Certo” e lui ha detto “Benissimo” e l’ha lasciato andare. Sono contento di non aver mai dovuto affrontare una cosa simile.

Hai cominciato con la musica prima di arrivare alla recitazione. Prenderesti mai in considerazione di tornare alla musica?

Cielo, no. Le mie registrazioni non hanno mai raggiunto l’oro o il platino – solo la plastica. Effettivamente non conosco nessuno oltre alla mia famiglia che abbia mai avuto i miei dischi. Non ne ho neanche una copia. Se lavori nel business cinematografico o televisivo, i tuoi film o le tue serie possono essere un successo o un fallimento, ma vieni pagato ugualmente. Ma puoi fare un album per una casa discografica e se non decolla, alla fine della fiera ti danno un conto dicendo che gli devi centomila dollari. Pertanto, no grazie.

Come ti piacerebbe essere ricordato?

Non penso a cose di questo genere perché fra cent’anni non avrà nessuna importanza. Ma se devo essere ricordato, spero che sia da parte delle persone che mi amano davvero ed a cui importa veramente di me. Essere ricordato per il tipo di uomo che sono stato verso mia moglie e il tipo di padre che sono stato verso i miei figli – questo è ciò che conta realmente. Tutto il resto sono cavolate. Conosco un sacco di persone che tutti amano ed a cui i fan spediscono lettere, ma i loro figli li odiano. Preferisco che sia il contrario.

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

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Sfuggire il passato.

di Wendie Burbridge / Speciale per lo Star-Advertiser

“Nā Hala a ka Makua” — “I peccati del padre” — era il titolo adatto all’episodio di questa settimana di “Hawaii Five-0”. L’idea della paternità sembra essere un argomento importante che spesso ricompare in molte linee narrative di “Five*0”, forse perché l’intera serie è cominciata con la morte del padre di McGarrett, o perché Danno, il partner di McG, è fieramente protettivo verso la figlia.

Sfortunatamente, entrambi gli uomini conoscono anche l’impatto dei peccati della paternità; peccati che li tormentano ancora ben addentro nella quarta stagione della serie.

L’episodio di questa settimana è stato scritto da David Wolkove, che ha lavorato anche in “Kūpouli ‘la” (“Spezzato”) e “Aia lā Aku” (“Da questo giorno in poi”). Il produttore esecutivo Peter Lenkov questa settimana ha anche riportato Peter Weller alla regia; Weller ha diretto anche “O Kēlā me Kēia Manawa” (“Adesso e allora”) ed uno dei migliori [episodi] della terza stagione, “Hookman”.

Lasciate fare a “Hawaii Five-0” perché ci proponga un altro episodio incentrato su problemi da papà. Tuttavia questa settimana era un po’ diverso, dato che i problemi avevano più a che fare con l’attore ospite Michael Madsen ed il suo personaggio, il carcerato evaso Roy Parrish. Madsen non è precisamente conosciuto per aver interpretato ruoli da padre – anche se è comparso nei primi due film di “Free Willy” nel ruolo del padre affidatario Glen Greenwood. Madsen interpreta più spesso il tipo del “Signor Sorriso”, come il sadico ex carcerato interpretato nel film “Le iene” di Quentin Tarantino.

So che tutti abbiamo visto un po’ di malvagità in Parrish quando ha minacciato di uccidere Danno (Scott Caan) a meno che McGarrett (Alex O’Loughlin) non riuscisse a farli passare attraverso un posto di blocco della polizia. La parte sadica dell’intera scena è quando chiama Gracie (Teilor Grubbs) così che possa udire suo padre morire se McG fallisce. Quanto è spaventoso, questo?

Cercare di raffigurare Parrish come “padre” mi è stato difficile, sapendo che poteva ancora terrorizzare un bambino, anche se “al telefono”.

La caratterizzazione ha aiutato a mostrare la disperazione e la terribile necessità di Parrish di ottenere quel che voleva, sebbene quello che vuole non è quel che siamo indotti a credere.

Mi piace quando il cambiamento arriva presto. È una bella ricompensa per noi vedere che, anche se è un criminale incallito ed è ovviamente fuggito di galera, ha rapito due poliziotti e li tiene sottotiro senza neppure un accenno di tensione, ha un bisogno più profondo ed altruistico. Davvero, la sua necessità di fuggire ha più a che fare con il riabilitare il suo nome in modo da poter essere degno di sua figlia, Lauren.

Mi piace veramente quando questa serie mi dà un motivo per amare un “cattivo”. Il breve monologo di Parrish riguardo a quanto tempo ha trascorso con la figlia e perché voleva riabilitarsi dopo il suo secondo incarceramento, mi è stato sufficiente per portarmi ad amare il personaggio di Madsen. Questo ha avuto molto a che fare con la sua recitazione; so che è bravissimo ad interpretare personaggi “cattivi”, “terribili” e che non presentereste mai a vostra madre, ma è stato ugualmente bravissimo ad interpretare qualcuno che voleva la possibilità di essere un papà.

Pensavo che Madsen avrebbe interpretato semplicemente un terribile galeotto, intenzionato a far del male a McG e a Danno, e che magari danzasse ad una musica tutta sua e tagliasse qualche orecchio, ma no – ha davvero dimostrato che c’è di più in Michael Madsen che soltanto un personaggio terribile. Forse è per tutte le poesie che ha scritto (Madsen ha pubblicato nove libri di poesie e fotografia per 13 Hands Publications), ma mi ha proprio colpita – e così McG e Danno – con la sua volontà di dimostrare alla figlia che questa volta era innocente.

Dopo che McG e Danno hanno sentito le sue ragioni per evadere e prenderli prigionieri, decidono di aiutarlo a riabilitare il suo nome, “perché i Five-0 sono i soli che gli daranno una possibilità equa”. Ero d’accordo e pronta perché trovassero i veri cattivi. In qualche modo sapevo già che si trattava dell’agente dell’FBI che Kono e Chin avevano incontrato alla casa di Lauren quando erano andati ad interrogarla. Era un po’ ovvio, ma potrebbe essere stato perché Matthew Glave, che interpretava l’agente Kohl, solitamente interpreta personaggi viscidi. Kohl è in realtà Julian Lynch, che ha incastrato Parrish come suo strumento.

Danno che chiama Parrish uno strumento – una persona che può essere facilmente giocata, ingannata, obbligata, persuasa – è stato uno schiaffo morale, e McG che riprende Danno per la sua scelta di parole, proprio come ha fatto in passato, è stato in perfetto stile “Five-0”. Lo so, ci piace a tutti quando Danno e McG si punzecchiano a vicenda. Perfino quando hanno un galeotto evaso sul sedile posteriore della macchina che punta loro una pistola alla testa, il bromance è sempre vivace.

Quando Parrish dice a McG “sta zitto e guida”, e Danno ribatte “questo sarà un problema”, è stato oro puro. Non proprio un cargument, ma proprio come il sarcastico botta e risposta che Danno e McG si scambiano in momenti meno stressanti, che solitamente non coinvolgono una pistola o una terza persona.

Ambientare la gran parte dell’episodio nell’auto è stato decisamente un cambiamento per la serie, e mentre amo sempre gli episodi con McG e Danno al centro, anche il resto della squadra ha avuto il proprio turno in scene forti. Chi McBride è tornato in uniforme per aiutare la squadra – e venir depistato da McG – per la maggior parte della puntata. Grover si sta davvero trasformando in un’altra parte della task force Five-0, solo in un assetto da SWAT.

Kono (Grace Park) ha avuto una bella scena con la figlia di Parrish, mentre cerca di aiutarla a capire che ama ancora suo padre e che starebbe soltanto ancora più male se non gli confessa i suoi sentimenti. Mi piace che Kono sia tornata ed anche se non è stata in molte scene, la Park sembrava molto a proprio agio in esse e sono contenta che sia tornata a tempo pieno.

L’episodio ha avuto molta azione, con la scena dell’evasione di Madsen, la fuga di McG dalla polizia, la sparatoria alla casa di Akama ed il dramma del finale sono stati ben trattati. Mi è piaciuto quando Lauren leggeva le lettere di Parrish alla fine, con la distintiva voce di Madsen che aggiungeva pathos al momento emotivo.

Accidenti, “Hawaii Five-0” sa bene come terminare una puntata.

La linea narrativa secondaria di Gracie che ha dato un pugno ad un compagno di scuola ha soltanto aggiunto qualcosa all’argomento dei “problemi paterni” in questo episodio. La discussione di Danno con la preside Anne Fiske (Keiko Elizabeth) riguardo alle possibile circostanze attenuanti che hanno indotto Grace a colpire Lucas Banks in modo così duro d’aver bisogno di quattro punti per fermare l’emorragia, è stata impagabile. Papà Danno che cerca di non essere un poliziotto, ma soltanto un papà, l’ha detta lunga, e sua figlia che segue il Codice dell’Omertà è stato impagabile.

McG ha ragione – è competitiva, testarda, irruente, e leale fino all’eccesso; è te, amico. Meglio farci l’abitudine Danno, Gracie sta crescendo. E dovresti essere orgoglioso che abbia un diretto destro così feroce. Ogni ragazza dovrebbe averlo, perché papà non è sempre nei dintorni a darle una mano.

 

Poscritto Redux:

Molti attori hawaiani sono stati ingaggiati per l’episodio di questa settimana:

–       Chris Gritti era il guidatore della Impala, lo sfortunato giovane uomo che si è visto rubare la macchina – ed i pantaloni – da Parrish.

–       Jackie Tufa-Marques era la segretaria della scuola che ha portato Danno nell’ufficio della preside alla scuola di Gracie.

–       Geoff Heise era il giudice federale che si ode pronunciare la sentenza contro Parrish all’inizio [dell’episodio] e che si vede al banco alla fine mentre fa decadere le accuse contro Parrish.

–       Keiko Elizabeth era la preside Anne Fiske che discute con papà Danno riguardo all’aggressione di Grace contro il bulletto Lucas Banks. La Elizabeth è una ex residente di Hilo che recentemente è stata vista in “Hot Cleveland” e “Days of Our Lives”. Sta attualmente producendo uno show intitolato “Disassembly” con il Theatre of NOTE a Los Angeles, e sta anche lavorando nella serie web “Manny in Real Life”.

 

La prossima settimana la CBS trasmetterà il primo episodio della quarta stagione “Aloha Kekahi i Kekahi” (“Amatevi l’un l’altro”). Assicuratevi di controllare la mia analisi dell’episodio nel caso l’aveste persa in settembre.

 

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

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Hawaii Five-0 omaggiata da “Le Figlie della Rivoluzione Americana”.

Come spettatori, siamo stati tutti colpiti dall’attenta e commovente storia che Hawaii Five-0 ha raccontato riguardo all’internamento di Nippo-Americani durante il caos seguito all’attacco a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941. È risultato che anche la sezione hawaiana della Società Nazionale delle Figlie della Rivoluzione Americana (NSDAR) è stata parimenti colpita. 

Il 24 gennaio, rappresentanti della sezione hawaiana della NSDAR ha reso visita alla sede della Five-0 presso gli Hawaii Film Studio. Mentre erano lì, hanno presentato al produttore esecutivo Peter Lenkov lo State Media and Entertainment Award (premio statale per i media e l’intrattenimento, N.d.T.) in riconoscimento dell’approccio e del trattamento della storia narrata in “Ho’onani Makuakane (Onora il padre)”, andato in onda il 13 dicembre.

La targa del premio recita quanto segue:

 

Società Nazionale delle Figlie della Rivoluzione Americana

 

Premio per i media e l’intrattenimento

 

Le Figlie della Rivoluzione Americana, Sezione Hawaii, fieramente rende omaggio alla serie Hawaii Five-0 (episodio 410, Onora il padre), ed ai suoi autori, Peter M. Lenkov e Ken Solarz, per la straordinaria linea narrativa storica riguardante i tragici eventi della storia americana.

 

Il premio NSDAR per i media e l’intrattenimento riconosce un membro o un programma delle industrie cinematografica, radiofonica o televisiva per i loro straordinario lavoro nel promuovere l’educazione, la conservazione storica ed il patriottismo.

 

Scritto da Peter Lenkov e Ken Solarz e diretto da Larry Teng, “Ho’onani Makuakane” usa un caso di tentato omicidio per incorniciare una storia riguardante l’attacco a Pearl Harbor del dicembre 1941 e le sue conseguenze sui residenti Nippo-Americani delle Hawaii. Una famiglia in particolare – i Toriyama – domina la scena, e allo Steve McGarrett di Alex O’Loughlin viene dato un legame personale alla famiglia Toriyama; suo nonno paterno Steven stava venendo istruito dal Sig. Toriyama. Il giovane marito e padre si stava preparando per un esame avanzato con l’aiuto del Sig. Toriyama, e tra una lezione e l’altra giocava a nascondino con il figlio più giovane, David. Il David adulto (James Saito) dà a Steve un ricordo che ha tenuto come un tesoro per tutta la vita – un guanto da baseball che il nonno di Steve gli aveva dato non molto tempo prima dell’attacco del 1941.

Toriyama dà a Steve anche qualcos’altro – la consapevolezza che suo padre vive in lui. “Tu hai il suo cuore”, gli dice.

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

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****SPOILER***** sui prossimi episodi di Hawaii Five-0.

Anche se questo venerdì è una replica, le notizia che giungono dal giro di Hawaii Five-0 arrivano a raffica!

I fan hanno notato che quest’anno Danny (interpretato da Scott Caan) è mancato dagli ultimi episodi. Non agitatevi! Ecco quel che sta per succedere ad uno dei migliori bromance della televisione.

 

Da TVLine:

Arriva qualcosa di buono per Danny e Steve in Hawaii Five-0? Ho bisogno di un po’ di bromance! – Sarah

E bromance avrai. Prima di tutto, il produttore esecutivo Peter Lenkov anticipa un episodio “veramente divertente e pieno di suspence” che verrà trasmesso il 31 gennaio, quando un carcerato evaso (interpretato da Michael Madsen) ruba l’auto dei ragazzi “e li porta a fare un giro per gran parte dell’episodio, per riabilitare il suo nome”. E più avanti nella stagione, nell’episodio nr. 19, “Danny e McGarrett si trovano in una situazione pericolosa dove dovranno davvero far conto l’uno sull’altro, ed è un episodio veramente del tipo ‘fratelli di sangue’”.

 

TVLine ha anche uno scoop per i fan di Cath.

Sono una fan di Catherine e Steve di Hawaii Five-0. Potete condividere degli spoiler, per favore? Carmen

E spoiler avrai. Lenkov svela che nel penultimo episodio di questa stagione sarà uno di “grande, drammatico” per i due piccioncini, mostrando “alcuni flashback della di lei carriera militare. La conoscerete come soldatessa, quando era in Marina.”

 

Avete votato per l’episodio costruito dai fan? Entertainment Weekly ci informa che Rob Corddry (di fama Comedy Central’s Children’s Hospital) apparirà nell’episodio come un vecchio compagno di classe di Chin Ho. Il personaggio di Corddry sarà un prestigiatore professionista che verrà sospettato di omicidio. La data della messa in onda di questa puntata non è stata rivelata.

 

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

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Daniel Dae Kim di “Hawaii Five-0” riguardo alla sua carriera in paradiso.

Per Daniel Dae Kim, lavorare in paradiso è stato doppiamente bello. Ha interpretato Jin-Soo Kwon nella serie “Lost”, ed adesso partecipa ad un’altra serie girata alle Hawaii. Interpreta il detective Chin Ho Kelly in “Hawaii Five-0” della CBS.

Kim è venuto a “CBS This Morning” ed ha parlato della sua carriera, della possibilità di lavorare alle Hawaii e della sua famiglia con i conduttori.

Crescendo, Kim avrebbe desiderato fare l’avvocato, non l’attore. Ha raccontato ai  conduttori che, quando si è diplomato, voleva diventare un procuratore e studiare scienze politiche. Ha detto che ha fatto una di queste cose ed ha “finito invece col fare l’attore”.

“Quando volevo fare il procuratore, pensavo di voler essere quello che contesta; volevo stare in un’aula di tribunale”, ha detto, “e ci sono molte similitudini tra quello e ciò che faccio adesso.”

La “Hawaii Five-0” originale è stata la serie poliziesca più lunga di sempre prima di “CSI” della CBS ed è stata originariamente trasmessa dal 1968 al 1980. Il personaggio di Kim è stato originariamente interpretato da Kam Fong Chun. Kim ha raccontato ai conduttori che è stato “speciale” essere parte della tradizione di questo programma televisivo.

“Specialmente in un posto come le Hawaii, dove non vengono girate molte cose, [la serie] ha un posto molto importante nella storia dello Stato”, ha detto. “Essere parte di quell’eredità è davvero bello ed è molto gradevole essere parte della comunità in quel modo.” 

Kim ha detto che pensa che la serie potrebbe essere più popolare alle Hawaii che in altri Stati.

“I nativi ne fanno un gioco, dell’individuare ogni posto in cui viene girato, e se c’è un qualsiasi tipo di anacronismo con le locazioni; è uno sport piuttosto popolare”, ha detto.

Kim ha detto che quel che è bello del vivere alle Hawaii per così tanto tempo è che i residenti nativi non lo trattano diversamente perché non è dello Stato.

“Ho vissuto alle Hawaii abbastanza a lungo che la gente non fa un gran caso riguardo al fatto che abito qui; sono semplicemente parte della comunità, grazie al cielo”, ha detto. “Ma fanno cose del tipo… ‘Sei stato grande ieri sera’ o ‘Cos’è successo a Kono?’ o – non c’è presentazione, fanno semplicemente domande come queste.”

Per un episodio di “Hawaii Five-0” Kim doveva guidare una moto, una cosa che non aveva mai fatto prima.

“Non avevo mai guidato una moto prima di ‘Hawaii Five-0’, ed era una di quelle cose che avevo promesso a mio padre che non avrei mai fatto finché era vivo”, ha detto. “Ma se lo devo fare per lavoro, lo devo fare per lavoro.”

[Kim] ha detto ai conduttori che, adesso, gli piace guidare la moto, e che ne ha una.

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

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Alex O’Loughlin: “Senza i fan non siamo niente”

Stanno vedendo la luce interviste di una giornata della CBS dedicata alla stampa, e ci piace questa qui della Montreal Gazette con Alex O’Loughlin. Se siete fan del protagonista di Hawaii Five-0 da un certo tempo, sapete che ama quello che fa per vivere, ed apprezza i fan che lo rendono possibile.

Continuate a leggere le schiette parole di O’Loughlin.

 

BEVERLY HILLS, California – Alex O’Loughlin viene riconosciuto più spesso in pubblico e viene occasionalmente fermato, anche quando fa shopping con la sua famiglia. Oltre a questo, l’”effetto Hawaii Five-0”, come lo chiama O’Loughlin, è stato come una giornata al mare.

Hawaii Five-0, ora giunta alla sua quarta stagione e vicina ai cento episodi, ha recentemente messo in ombra la serie originale del 1968. Five-0 non è materiale da Emmy o da Golden Globe, ma è una delle serie drammatiche più guardata in televisione, particolarmente in Canada, dove attira quasi due milioni di spettatori ogni settimana ed ha fermamente smentito la nozione della cosiddetta “fascia oraria morta del venerdì sera” – la sera dove le serie vanno a morire.

O’Loughlin, nato a Canberra, Australia, che è apparso fugacemente nelle serie della CBS di breve durata Moonlight e Three Rivers prima di ottenere il ruolo di Steve McGarrett nel rivisitato Hawaii Five-0 nel 2010, afferma che è stato un appassionato seguito di fan a sostenere Five-0.

“Senza i fan, non siamo niente”, ha detto un O’Loughlin visibilmente rilassato ad un piccolo gruppo di giornalisti internazionali, provenienti da Paesi molto lontani tra loro come la Turchia, la Malaysia, la Russia e la sua nativa Australia. “Senza i fan, quella cinematografica è un’industria inutile. Abbiamo bisogno che le persone vengano e guardino quel che facciamo. Io li amo e li onoro, perché senza di loro io dovrei andarmene a far qualcos’altro. Sarei un carpentiere o qualcosa del genere, perché altrimenti non avrei un lavoro. Sono fiero della mia serie, ragazzi.”

Oltre a venire riconosciuto al supermercato – “Se dovete venire a comprar banane con me di sabato in un negozio, occorre davvero un mucchio di tempo” – e voler proteggere i suoi figli dalla curiosità del pubblico, O’Loughlin dice che la sua esperienza nel girare Five-0 alle Hawaii con Scott Caan, Daniel Dae Kim e l’originaria di Vancouver Grace Park è andata approfondendosi.

O’Loughlin concilia il lavoro con i suoi figli ed una casa piena di animali – un cane e due camaleonti – e questo lo tiene coi piedi per terra. Lavorare alle Hawaii gli ha concesso l’opportunità di guadagnarsi da vivere con quello che sa far meglio, e vivere contemporaneamente una vera vita casalinga, senza il timore di venir tallonato da paparazzi o da cacciatori di celebrità.

“È un business divertente, quello in cui siamo”, ha detto O’Loughlin. “È un lavoro strambo quello che ho. Ho fatto la mia prima recita quando avevo otto o nove anni. Mi è piaciuto allora, e mi piace adesso. Non sono propriamente bravo con nient’altro.

“C’è molta ansia e molto stress e molta pressione, però. Gli orari sono tremendi. Ci sono molti rischi, rischi fisici (questo va di pari passo con il far una serie d’azione). Tutto questo scompare quando sono coi miei figli. Qualsiasi genitore comprenderà quel che sto dicendo: quando guardi i tuoi figli, nient’altro conta. Tutto quello che fai è per i tuoi figli.”

O’Loughlin ha respinto le illazioni che indicano che stia cercando un modo per uscire da Hawaii Five-0. Una sua dichiarazione è stata mal riferita in un recente servizio dei media, ha detto.

“Ho firmato un contratto per sei o sette anni, e questo è quello cui sono dedito. E se faremo qualcosa dopo di questo, faremo qualcosa dopo di questo.

“Sentite, io amo questa serie. Questa serie è il mio lavoro. Questa è la mia serie. Mi piace lavorare più di tutti gli altri connessi alla serie. L’ho fatto fin dal principio, e lo farò fino alla fine. Questa è la mia vita, ed è tutto quello che ho. Non ho il tempo di fare film. Non ho il lusso di pause nella mia agenda in modo da poter andarmene a far cose per puro divertimento. Mi manca, ma sono completamente dedito a Hawaii Five-0 e sono profondamente grato per l’opportunità che mi è stata data. Mi arrabbio moltissimo quando riferiscono male le mie dichiarazioni. Cerco di essere onesto con la stampa. Non do risposte monosillabiche, e mi piace dire quel che penso. Ho un po’ di senso dell’umorismo. Ma quando riferiscono male le mie parole e vengo dipinto in una certa maniera, mi fa desiderare di non parlar più con la stampa. Sono ferocemente protettivo riguardo a questa serie, pertanto mi piacerebbe incontrare di nuovo quel giornalista su un ring.”

Il direttore della serie Hawaii Five-0, nonché capo autore e produttore esecutivo Peter Lenkov, è originario di Montreal – un mondo lontanissimo dalle brezze tropicali e dagli alisei hawaiani.

“Peter è il migliore”, ha detto O’Loughlin. “È pazzesco. Viene da Montreal ma parla come uno di Long Island. Ha l’accento di Long Island. È molto strano. Sentite, Peter è quello che lavora più duramente di me. Se non fosse per lui, non avremmo la serie. Se non fosse per il suo supporto e il fatto che mi difende sempre, non farei parte di questo e non parlereste con me, oggi.

“È la persona più dedita, piena di risorse e visionaria che io abbia mai incontrato. È il miglior autore di trame che io abbia mai incontrato. Il modo in cui riesce a risolvere i problemi sul set, creativamente nel copione, entro trenta minuti, ed aver le pagine pronte è… è incredibile. È una persona molto pratica. Viene regolarmente sul set, ed è sempre disponibile. Gli posso mandare un’e-mail alle quattro del mattino, e lui mi risponde un tre minuti. Lui è un motivo fondamentale per cui siamo ancora in onda, per cui la serie ha il successo che ha, e per cui tutti i fan del mondo riescono ad avere una puntata ogni settimana. Penso davvero che con un direttore diverso sarebbe stata una storia diversa. Potremmo non essere rimasti in onda.“

O’Loughlin non è disposto a scambiare le Hawaii con Hollywood molto presto, in ogni caso.

“Quando torno a Los Angeles, la prima cosa che noto è l’inquinamento. Poi noto i cartelloni ovunque, per la televisione e per i film. E mi dico, oh mio Dio, lui è in una serie televisiva? Lei sta facendo televisione, adesso? Non ci sono cartelloni alle Hawaii, nessun manifesto o altro.

“C’è qualcosa di riposante in questo. Hollywood è come un altro pianeta, in tal senso. È riposante essere lontani da ciò, perché quel genere di cose non arricchisce la mia vita ad alcun livello. Mi distrae solamente da quel che è importante. E quel che è importante è la mia famiglia e la mia salute e il mio lavoro.”

Alex Strachan, Postmedia News

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

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