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Sfuggire il passato.

di Wendie Burbridge / Speciale per lo Star-Advertiser

“Nā Hala a ka Makua” — “I peccati del padre” — era il titolo adatto all’episodio di questa settimana di “Hawaii Five-0”. L’idea della paternità sembra essere un argomento importante che spesso ricompare in molte linee narrative di “Five*0”, forse perché l’intera serie è cominciata con la morte del padre di McGarrett, o perché Danno, il partner di McG, è fieramente protettivo verso la figlia.

Sfortunatamente, entrambi gli uomini conoscono anche l’impatto dei peccati della paternità; peccati che li tormentano ancora ben addentro nella quarta stagione della serie.

L’episodio di questa settimana è stato scritto da David Wolkove, che ha lavorato anche in “Kūpouli ‘la” (“Spezzato”) e “Aia lā Aku” (“Da questo giorno in poi”). Il produttore esecutivo Peter Lenkov questa settimana ha anche riportato Peter Weller alla regia; Weller ha diretto anche “O Kēlā me Kēia Manawa” (“Adesso e allora”) ed uno dei migliori [episodi] della terza stagione, “Hookman”.

Lasciate fare a “Hawaii Five-0” perché ci proponga un altro episodio incentrato su problemi da papà. Tuttavia questa settimana era un po’ diverso, dato che i problemi avevano più a che fare con l’attore ospite Michael Madsen ed il suo personaggio, il carcerato evaso Roy Parrish. Madsen non è precisamente conosciuto per aver interpretato ruoli da padre – anche se è comparso nei primi due film di “Free Willy” nel ruolo del padre affidatario Glen Greenwood. Madsen interpreta più spesso il tipo del “Signor Sorriso”, come il sadico ex carcerato interpretato nel film “Le iene” di Quentin Tarantino.

So che tutti abbiamo visto un po’ di malvagità in Parrish quando ha minacciato di uccidere Danno (Scott Caan) a meno che McGarrett (Alex O’Loughlin) non riuscisse a farli passare attraverso un posto di blocco della polizia. La parte sadica dell’intera scena è quando chiama Gracie (Teilor Grubbs) così che possa udire suo padre morire se McG fallisce. Quanto è spaventoso, questo?

Cercare di raffigurare Parrish come “padre” mi è stato difficile, sapendo che poteva ancora terrorizzare un bambino, anche se “al telefono”.

La caratterizzazione ha aiutato a mostrare la disperazione e la terribile necessità di Parrish di ottenere quel che voleva, sebbene quello che vuole non è quel che siamo indotti a credere.

Mi piace quando il cambiamento arriva presto. È una bella ricompensa per noi vedere che, anche se è un criminale incallito ed è ovviamente fuggito di galera, ha rapito due poliziotti e li tiene sottotiro senza neppure un accenno di tensione, ha un bisogno più profondo ed altruistico. Davvero, la sua necessità di fuggire ha più a che fare con il riabilitare il suo nome in modo da poter essere degno di sua figlia, Lauren.

Mi piace veramente quando questa serie mi dà un motivo per amare un “cattivo”. Il breve monologo di Parrish riguardo a quanto tempo ha trascorso con la figlia e perché voleva riabilitarsi dopo il suo secondo incarceramento, mi è stato sufficiente per portarmi ad amare il personaggio di Madsen. Questo ha avuto molto a che fare con la sua recitazione; so che è bravissimo ad interpretare personaggi “cattivi”, “terribili” e che non presentereste mai a vostra madre, ma è stato ugualmente bravissimo ad interpretare qualcuno che voleva la possibilità di essere un papà.

Pensavo che Madsen avrebbe interpretato semplicemente un terribile galeotto, intenzionato a far del male a McG e a Danno, e che magari danzasse ad una musica tutta sua e tagliasse qualche orecchio, ma no – ha davvero dimostrato che c’è di più in Michael Madsen che soltanto un personaggio terribile. Forse è per tutte le poesie che ha scritto (Madsen ha pubblicato nove libri di poesie e fotografia per 13 Hands Publications), ma mi ha proprio colpita – e così McG e Danno – con la sua volontà di dimostrare alla figlia che questa volta era innocente.

Dopo che McG e Danno hanno sentito le sue ragioni per evadere e prenderli prigionieri, decidono di aiutarlo a riabilitare il suo nome, “perché i Five-0 sono i soli che gli daranno una possibilità equa”. Ero d’accordo e pronta perché trovassero i veri cattivi. In qualche modo sapevo già che si trattava dell’agente dell’FBI che Kono e Chin avevano incontrato alla casa di Lauren quando erano andati ad interrogarla. Era un po’ ovvio, ma potrebbe essere stato perché Matthew Glave, che interpretava l’agente Kohl, solitamente interpreta personaggi viscidi. Kohl è in realtà Julian Lynch, che ha incastrato Parrish come suo strumento.

Danno che chiama Parrish uno strumento – una persona che può essere facilmente giocata, ingannata, obbligata, persuasa – è stato uno schiaffo morale, e McG che riprende Danno per la sua scelta di parole, proprio come ha fatto in passato, è stato in perfetto stile “Five-0”. Lo so, ci piace a tutti quando Danno e McG si punzecchiano a vicenda. Perfino quando hanno un galeotto evaso sul sedile posteriore della macchina che punta loro una pistola alla testa, il bromance è sempre vivace.

Quando Parrish dice a McG “sta zitto e guida”, e Danno ribatte “questo sarà un problema”, è stato oro puro. Non proprio un cargument, ma proprio come il sarcastico botta e risposta che Danno e McG si scambiano in momenti meno stressanti, che solitamente non coinvolgono una pistola o una terza persona.

Ambientare la gran parte dell’episodio nell’auto è stato decisamente un cambiamento per la serie, e mentre amo sempre gli episodi con McG e Danno al centro, anche il resto della squadra ha avuto il proprio turno in scene forti. Chi McBride è tornato in uniforme per aiutare la squadra – e venir depistato da McG – per la maggior parte della puntata. Grover si sta davvero trasformando in un’altra parte della task force Five-0, solo in un assetto da SWAT.

Kono (Grace Park) ha avuto una bella scena con la figlia di Parrish, mentre cerca di aiutarla a capire che ama ancora suo padre e che starebbe soltanto ancora più male se non gli confessa i suoi sentimenti. Mi piace che Kono sia tornata ed anche se non è stata in molte scene, la Park sembrava molto a proprio agio in esse e sono contenta che sia tornata a tempo pieno.

L’episodio ha avuto molta azione, con la scena dell’evasione di Madsen, la fuga di McG dalla polizia, la sparatoria alla casa di Akama ed il dramma del finale sono stati ben trattati. Mi è piaciuto quando Lauren leggeva le lettere di Parrish alla fine, con la distintiva voce di Madsen che aggiungeva pathos al momento emotivo.

Accidenti, “Hawaii Five-0” sa bene come terminare una puntata.

La linea narrativa secondaria di Gracie che ha dato un pugno ad un compagno di scuola ha soltanto aggiunto qualcosa all’argomento dei “problemi paterni” in questo episodio. La discussione di Danno con la preside Anne Fiske (Keiko Elizabeth) riguardo alle possibile circostanze attenuanti che hanno indotto Grace a colpire Lucas Banks in modo così duro d’aver bisogno di quattro punti per fermare l’emorragia, è stata impagabile. Papà Danno che cerca di non essere un poliziotto, ma soltanto un papà, l’ha detta lunga, e sua figlia che segue il Codice dell’Omertà è stato impagabile.

McG ha ragione – è competitiva, testarda, irruente, e leale fino all’eccesso; è te, amico. Meglio farci l’abitudine Danno, Gracie sta crescendo. E dovresti essere orgoglioso che abbia un diretto destro così feroce. Ogni ragazza dovrebbe averlo, perché papà non è sempre nei dintorni a darle una mano.

 

Poscritto Redux:

Molti attori hawaiani sono stati ingaggiati per l’episodio di questa settimana:

–       Chris Gritti era il guidatore della Impala, lo sfortunato giovane uomo che si è visto rubare la macchina – ed i pantaloni – da Parrish.

–       Jackie Tufa-Marques era la segretaria della scuola che ha portato Danno nell’ufficio della preside alla scuola di Gracie.

–       Geoff Heise era il giudice federale che si ode pronunciare la sentenza contro Parrish all’inizio [dell’episodio] e che si vede al banco alla fine mentre fa decadere le accuse contro Parrish.

–       Keiko Elizabeth era la preside Anne Fiske che discute con papà Danno riguardo all’aggressione di Grace contro il bulletto Lucas Banks. La Elizabeth è una ex residente di Hilo che recentemente è stata vista in “Hot Cleveland” e “Days of Our Lives”. Sta attualmente producendo uno show intitolato “Disassembly” con il Theatre of NOTE a Los Angeles, e sta anche lavorando nella serie web “Manny in Real Life”.

 

La prossima settimana la CBS trasmetterà il primo episodio della quarta stagione “Aloha Kekahi i Kekahi” (“Amatevi l’un l’altro”). Assicuratevi di controllare la mia analisi dell’episodio nel caso l’aveste persa in settembre.

 

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

 Fonte

“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

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