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Ricordando Pearl Harbor

di Wendie Burbridge

 Speciale per lo Star-Advertiser

 

Per molti di noi che guardano “Hawaii Five-0”, il 7 dicembre 1941 – “una data che vivrà nell’infamia” – è un giorno del quale abbiamo principalmente sentito parlare dalle storie che ci sono state raccontate dai nostri nonni ed insegnanti, o dai film e dai programmi televisivi che abbiamo guardando crescendo.

Se vivete alle Hawai’i, è difficile sfuggire ai ricordi degli eventi di quel giorno. Molti di noi passano quotidianamente accanto all’Arizona Memorial, alla Ford Island (dov’è ormeggiata la USS Missouri) e alla Base Congiunta di Pearl Horbor – Hickam, e non c’è quasi nessun famigliare o amico che non abbia una visita a Pearl Harbor sulla sua lista di cose da fare quando visita le Hawai’i. Il fatto che uno dei memoriali più iconici della Seconda Guerra Mondiale si trovi nelle nostre acque, e che la nave che ha contribuito a far terminare la guerra nel Pacifico sia di guardia agli ultimi resti dell’attacco di Pearl Harbor, colpisce davvero in profondità ogni volta che si vedono l’arco bianco ed i cannoni da 16 pollici della Mighty Mo [soprannome della Missouri, n.d.t.].

Uno dei molti elementi che ammiro di “Hawaii Five-0” è il modo in cui onorano e rispettano le forze armate. Sembra che l’episodio della prossima settimana, “Ho’onani makua kāne” (Onora il padre) non deluderà. Il produttore esecutivo Peter Lenkov ha detto al “The Army and Friends Show” della KPRP 650 AM che i fan dovrebbero aspettarsi di “provare un’ampia gamma di emozioni” quando l’episodio verrà messo in onda sulla CBS. Si focalizzerà sul tentato omicidio di un veterano di Pearl Harbor e ruota attorno agli eventi del 7 dicembre come pure sui cittadini giapponesi che sono stati internati a Honouliuli a Oahu.

Se archi narrativi passati sono di qualche indicazione, l’episodio della prossima settimana sarà un altro preferito dai fan. Uno degli episodi più popolari della terza stagione è stato “’ Ōlelo Pa’a” (La promessa), che ha visto il tenente comandante Steve McGarrett (Alex O’Loughlin) tornare in Corea del Nord per trovare i resti del suo miglior amico e compagno SEAL, Freddie Hart.

Non soltanto “Hawaii Five-0” illustra gli impatti positivi fatti dai nostri militari uomini e donne, la serie sottolinea anche la natura unica di combattere per il nostro paese mostrando svariati membri del cast fisso in servizio attivo come parte dello sviluppo dei loro personaggi. Abbiamo i SEAL maggiormente rappresentati da Steve McGarrett (Alex O’Loughlin), Joe White (Terry O’Quinn) e Wade Gutches (David Keith); l’intelligence della Marina è rappresentata da Catherine Rollins (Michelle Borth) e Billy Harrington (Justin Bruening), che è anche stato un SEAL. E mentre la Marina Militare degli Stati Uniti è fortemente rappresentata da questi personaggi, la serie ha anche utilizzato personale del Corpo dei Marine, dell’Esercito e dell’Aereonautica come comparse in molti episodi sin dall’inizio.

Quando ho intervistato il regista Jeff Hunt la scorsa stagione, lui ha menzionato come si sentisse “umile” di fronte alle nostre truppe e “grato per il loro servizio”. Così quando gli è stata data l’opportunità di dirigere una scena che illustrava un’operazione di addestramento in stile militare (sbarco da elicottero, ricerca di una postazione nemica ed un pesante scontro a fuoco), ha condiviso il proprio entusiasmo di essere stato in grado di rappresentare accuratamente quello che fanno ogni giorno.

Non penso che Hunt sia il solo che fa commenti riguardo al suo sentirsi “umile” e voler onorare i nostri uomini e le nostre donne in servizio, quando gli viene data la possibilità. La recente storia del giornalista dello Star-Advertiser Mike Gordon riguardo alle scene di reenactment al Campo di Internamento di Honouliuli include citazioni del regista Larry Teng riguardo a quale grande responsabilità fosse e a come “si siano dati moltissimo da fare per prestare attenzione ai dettagli”.

E questa è una cosa che “Hawaii Five-0” è brava a fare – prestar attenzione ai dettagli ed ottenere informazioni corrette, o il più corrette possibile per quarantaquattro minuti su un’emittente televisiva. Se non altro, il loro ovvio rispetto ed ammirazione per i militari e le battaglie che affrontano oggi e nel passato rendono la serie piacevole da guardare. Sono sicura che molti militari attuali e passati apprezzano i loro sforzi.

Quanto penso a Pearl Harbor, penso non soltanto all’attacco, ma ad un luogo dove sono accadute molte cose significative della mia vita: la prima uscita con gli Scout di mio figlio sulla lancia dell’ammiraglio quando siamo andati a vedere i resti della USS Utah e dove mio marito si è ritirato dalla Marina Militare degli Stati Uniti dopo ventisei anni di servizio attivo. Sono ben consapevole che è [un luogo] dov’è accaduta la Storia, non soltanto per l’America, ma anche per una piccola isola in mezzo al Pacifico.

L’attacco a Pearl Harbor ha cambiato tutto per le Hawai’i. Ed anche se i tragici eventi del 1941 sono accaduti settantadue anni fa, i nostri veterani e sopravvissuti dell’attacco a Pearl Harbor lavorano molto duramente per ricordare ad ogni generazione di non dimenticare mai cos’è accaduto, ma anche di trovar pace nel nostro mondo.

Se una serie televisiva settimanale può aiutare a diffondere il messaggio, allora più potere a loro. “Ricordare Pearl Harbor” può essere stato uno slogan per il reclutamento del 1940, ma la prossima settimana sarà un argomento straordinario per aiutarci davvero ad illustrare una lezione di perdono e speranza.

 

Poscritto Redux:

I fan di “Hawaii Five-0” ed i visitatori della USS Missouri potranno vedere in anteprima l’episodio della prossima settimana con l’ingresso pagato al memoriale oggi, 7 dicembre, fino a venerdì 13 dicembre. “Ho‘onani Makuakane” sarà trasmesso nella sua interezza in continuo dalle 8.00 alle 16.00 ogni giorno (dalle 11.00 alle 16.00 il 13 dicembre) e proiettato su un grande schermo nella sala educazionale del memoriale.

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

Fonte

“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

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