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Scott Caan fa surf per l’autismo

Scott Caan rema al largo e ogni volta tenta di tener dritto il bambino sulla tavola. Foto per concessione di Kristina Bant Jenkins.

Nell’iconica scena d’apertura della serie televisiva Hawaii Five-0, un’enorme onda arriva a sommergere tutto mentre il nome della serie appare sullo schermo.

L’attore Scott Caan compare nella serie nel ruolo di Danny “Danno” Williams e nel 2011 è stato nominato per un premio Golden Globe come miglior attore di supporto – serie, miniserie o film televisivo.

Caan, figlio del famoso attore James Caan, è cresciuto a Los Angeles ed ha cominciato a praticare surf quando aveva “12 o 13 anni”. Dal 2005, ha indirizzato quella passione offrendo il proprio tempo alla “Surfers Healing”, un’organizzazione no profit che aiuta i bambini affetti da autismo portandoli fuori su una tavola da surf a prendere un’onda.

Scott ho conosciuto l’organizzazione mentre stava facendo surf a Malibu nello stesso torno di tempo in cui quel giorno la Surfers Healing stava tenendo un evento. C’erano più di cento bambini e circa un istruttore ogni venti bambini. Dato che le onde erano basse, sono stati reclutati praticanti di surf locali per aiutare e Caan si è presentato volontario. Da allora continua a farlo, a volte fino a sei giorni in un anno. Oltre alla sfida che l’ambiente del surf può essere in se stesso, aiutare i bambini autistici a far surf presenta una sua propria serie di problemi.

A molti bambini autistici non piacere esser toccati”, ha osservato Caan in un’intervista del 2009 con ABILITY magazine. “Molti bambini autistici inizialmente sono intimiditi riguardo all’entrare in mare, pertanto noi dobbiamo in un certo senso afferrarli, agguantarli, tenerli giù sulla tavola, remare al largo e obbligarli a farlo. Ma direi che sei volte su dieci, bambini che scalciavano e gridavano di non portarli in acqua supplicano di far surf dopo che li abbiamo portato indietro a riva. Dicono “Ancora! Ancora! Ancora!”

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Scott Caan ha partecipato ogni anno allo Sufers Healing dal 2005. Foto per concessione di Kristina Bant Jenkins.

Le cose posso complicarsi anche per la sicurezza personale dell’istruttore. “Ho avuto bambini che scalciavano e urlavano mentre stavamo remando verso il largo”, ha ricordato Scott in un’intervista del 2012 con Hawaii Five-0 Online. “Uno mi graffiava la faccia e tentava di strozzarmi. Prendiamo un’onda e diventa completamente calmo e semplicemente indica sull’acqua per un’altra.”

Nonostante le difficoltà, Caan ha stretto un’amicizia speciale attraverso queste sessioni, non soltanto con gli altri volontari, ma anche con i bambini stessi.

Ma è davvero straordinario. Voglio dire, c’è questa ragazzina che prendo ogni volta, di nome Olivia”, ricorda Caan. “Ha nove anni ed è sorda, ed autistica, e non vuol uscire dall’acqua quando abbiamo finito. Quando dico che è tempo di smettere di far surf e remiamo verso riva, diventa una furia e si arrabbia con me e mette il broncio e mi lancia occhiatacce per un’ora.”

Quando l’emittente televisiva di Oprah Winfrey ha fatto un reality show basato sulle vite di Izzy e Danielle Paskowitz, fondatrici dello Surfers Healing, le telecamere hanno ripreso Scott che remava al largo durante uno di questi eventi.

Scott si sente molto gratificato del tempo trascorso a questi eventi. “Onestamente, è quasi una cosa egoistica, perché la gioia che ricavi dall’aiutare qualcuno a fare qualcosa che non può fare senza di te non è seconda a niente”, dichiara. “Una cosa è donare denaro per supportare una causa, ma essere la persona che aiuta proprio fisicamente qualcuno è straordinario.”

 

Scott Caan usa il suo amore di una vita per il surf per aiutare bambini affetti da autismo ed altre disabilità. Foto per concessione di Kristina Bant Jenkins.

Scott Caan usa il suo amore di una vita per il surf per aiutare bambini affetti da autismo ed altre disabilità. Foto per concessione di Kristina Bant Jenkins.

 

Scott ha portato il suo surf e il suo volontariato in un’altra organizzazione, Life Rolls On, che aiuta i surfisti con lesioni al midollo spinale a tornare a praticare surf.

Queste foto sono state gentilmente fornite da Kristina Bant Jenkins, fotografa professionista e madre di un figlio di sette anni affetto da autismo. A suo figlio venne diagnosticato prima dei due anni e recentemente ha superato la fase non verbale. Kristina lo ha portato allo Surfers Healing per molti anni ed ora lui è innamorato della tavola da surf. Kristina regala il proprio tempo sia allo Surfers Healing che al THERAsurf.

 

 

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per  Hawaii Five 0 – Italy

Fonte

“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

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