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Five-0 Redux: Non più alla deriva

DI WENDIE BURBRIDGE /

Speciale per lo Star-Advertiser

Ah, “Hawaii Five-0”, mi hai resuscitata. Hai interrotto il mio vagabondaggio nel mare del drammetti televisivi o nelle angosce dei procedurali polizieschi e mi hai dato un salvagente verso quello che mi ha fatto cominciare a guardarti.

L’offerta di questa settimana, “Lana I Ka Moana”, o “Alla deriva”, è stato, naturalmente, un commento sulla base per l’episodio. Il “lana” nel titolo, “Lana I Ka Moana”, significa “alla deriva” in hawaiano, ma significa anche “galleggiante o galleggiamento”.

I Ka Moana” aggiunge “oceano o mare aperto” al titolo, pertanto in realtà il titolo va tradotto come “galleggiando in mare aperto”. Cosa che è accaduta nell’episodio a McG e Danno. Ma secondo T. Ilihia Gionson, parlatore ed esperto di lingua hawaiana, “alla deriva sembra indicare un’affermazione che non c’è una direzione. Galleggiamento, che è il modo in cui traduco ‘lana’, è un’affermazione che sta a significare che, nonostante tutto quello che può buttarti giù, persisti e continui a tenerti a galla.”

Ritengo che sia un bel modo di descrivere la prima parte della terza stagione. Nel terzo episodio della stagione, la serie era alla deriva – ma ora sembra aver trovato un salvagente e persisterà. Dall’inizio della puntata, troviamo i nostri eroi, McG e Danno, lasciati alla deriva in mare dopo che la loro escursione in alto mare a pesca di tonni è andata storta in modo incredibile.

Chi avrebbe pensato che il capo di una task force di sostegno alla legge ed il suo intrepido socio potessero ritrovarsi in un canotto sgonfio al largo della costa di O’ahu senza le loro pistole e i loro distintivi? Non riesco a decidere se si sia trattato di sfortuna per McG e Danno o di peggior sfortuna per il tipaccio che ha deciso di maltrattarli. Ma, non importa se decidiamo che lo scenario sia discutibile o meno, i “sea-gument” (o boat-gument? Dingy-ment? Come traducete “car-gument” se non si svolge in un’auto?) dove il classico bromance tra McGarrett e Danno sono al loro meglio. Non mi è importato se il sequestro della barca o il procedurale attorno a quanto è accaduto loro sia stato credibile o meno, mi sono divertita moltissimo a guardare e ad andar su e giù con loro finché non hanno catturato il loro assassino – fortunatamente, sulla terraferma e non in stato di arresto – o come ospiti a “Shark Week” [serie documentaristica di Discovery Channel che parla di squali, n.d.t.]

Oltre ai dialoghi eccellenti, mi è piaciuto il modo in cui l’autore e produttore esecutivo Elwood Reid ha diluito il procedurale e dato a diversi personaggi il tempo di sviluppare le loro relazioni, e a certuni, il tempo di affrontare alcuni dei loro demoni. Abbiamo visto qualcosa in più della storia di Danno – perché odia l’oceano, o forse perché ne ha paura – assieme al chiarimento di McGarrett riguardo alla sua “cosa” con Catherine, come pure la sua distinzione tra “spiare e localizzare”. E Chin ha potuto affliggersi un po’ di più per la sua recentemente assassinata moglie.

Questi erano tutti gli elementi che mi auguravo per la mia critica di “Kānalua”.

Devo dire che una delle parti da me preferite di questa puntata è stata osservare McG e Danno alla deriva. Quando Danno ha catturato il tonno e ha urlato a McG “smettila di dar consigli non richiesti”, la sua precisazione che non è virile sorridere in una foto con un grosso pesce, come anche il suo uso errato di “essere tutto quello che puoi essere”, per il Navy SEAL McGarrett. E le istruzioni alla “Shark Week”di Danno di mollare un pugno sul naso allo squalo, e la sua dichiarazione che McGarrett è un “magnete per il pericolo”, era tutto quello che tutti noi stavamo pensando, vero?

Sì, tutte le scene in mare sono state grandiose – straordinaria interazione tra i due amici, come anche un po’ di benevolo battibecco, mischiato con un po’ di discussioni serie. È stato più su due amici che legano, come anche che sopravvivono ad una situazione potenzialmente traumatica, e poi, in maniera tipicamente “Five-0”, esaminare una scena del crimine e venir arrestati.

Lo so, lo so, quante volte i nostri ragazzi sono stati arrestati per qualcosa che ovviamente non avevano fatto? Sono sicura che ad alcuni di voi piace vedere McG e/o Danno in manette, senza scarpe, e seminudi – separatamente o allo stesso tempo – ma la serie si chiama “Hawaii Five-0” e non “Five-0/Cinque-Zero/Cinquanta Sfumature di Grigio”.

La scena mentre Chin e Kono stanno perquisendo l’appartamento dell’assassino è stata straordinaria – il momento che Chin si prende per guardare la foto del suo matrimonio con Malia e poi la loro discussione riguardo ad Adam sono una bella sbirciata in quel che potrebbe potenzialmente arrivare nel futuro. Ci sono molti di noi che stanno facendo il tifo perché Kono e Adam risolvano le loro differenze professionali, e io penso che Adam sia un “bravo ragazzo”, però sono d’accordo con Chin – non è per Adam che sono preoccupata, e penso che Kono possa ricever danno prima ancora che la loro relazione abbia la possibilità di entrare realmente nel vivo.

L’acrobazia “alla McGarrett” di Chin fuori dal lato dell’edificio, come anche la bella spazzata di Kono alle gambe del sospettato per stenderlo, hanno aggiunto un po’ di simpatica azione all’episodio. Forse non abbiamo avuto incidenti d’auto e sparatorie nel bel mezzo della città, ma i tocchi di azione hanno incrementato la drammaticità.

Penso che la conclusione della porzione procedurale della puntata sia stata ben fatta. Per una volta, il caso che la squadra deve risolvere non sovrasta lo scenario di sviluppo del personaggio fin dall’inizio. E la scena finale con Kamekona che trasforma il tonno di Danno in poke [tipico piatto hawaiano a base di tonno, n.d.t.], oltre al saluto a Billy Selway, l’amico di Danno morto nell’alta marea che gli ha reso odioso l’oceano, come pure la dichiarazione di Chin che vuol tuttora prendersi cura di Kono, è stata perfetta. Come la maggioranza delle famiglie delle Hawai’i, condividere un pasto e pungolarsi e confidarsi sono i principali momenti ‘ohana’. Il che semplicemente conferma il modo in cui noi tutti vediamo la squadra “Five-0” – una famiglia. E in questo episodio, la famiglia sembra non essere più alla deriva.

Nota a parte di Redux:

L’attore che ha interpretato “Guardia Costiera nr. 1” nell’episodio di lunedì – l’agente che annuncia che c’è un cadavere sottocoperta, è un vero ufficiale della Guardia Costiera Statunitense, il sottoufficiale di prima classe Ekahi Lee. Mi piace come “Hawaii Five-0” cerchi di usare attori che siano realmente dei militari. Bel modo di sostenere l’esercito, “Five-0”.

Un’annotazione riguardante l’episodio della scorsa settimana: molti fan sono stati affascinati dall’inno hawaiano di preghiera di Kahu Kordell Kekoa durante la cerimonia d’apertura quando Chin sparge le ceneri di Malia in mare. Kahu Kekoa è stato così gentile da mandarmi la traduzione hawaiana della preghiera, che era il Salmo 121:1-2. L’hawaiano è bello quanto il versetto:

E leha aku au I ko‘u mau maka I nā mauna,

Solleverò i miei occhi alle colline,

Ma laila mai ko‘u kōkua e hiki mai ai.

Da cui giunge il mio ausilio.

Mai Iehova mai ko‘u kōkua,

Il mio ausiio viene dal Signore,

Nāna nō I hana I ka lani, a me ka honua.

Il Creatore del cielo e della terra.

Amene no ke Akua apau. Amene.

Amen al Dio Eterno. Amen.

La canzone in sottofondo alla scena del paddle out [uscita in mare stando sdraiati sul surf e remando con le braccia, n.d.t.] è “The Sound of The Sea Surrounds Me” di “The Brother Cazimero”, una musica hawaiana creata dai fratelli Roland e Robert Cazimero. I fratelli hanno scritto, inciso ed eseguito musica hawaiana per più di trentacinque anni e gli viene riconosciuto il merito di aver aiutato a far rivivere e rendere popolare non solo la musica hawaiana contemporanea, ma anche i tradizionali “mele” (canti e inni) e la hula.

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

Fonte

“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

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