Proud to be Alex-Addicted!

Roberto Orci: l’uomo con la penna d’oro…

Durante la première della terza stagione di Hawaii Five-0 al Sunset on the Beach a Waikiki la scorsa settimana, Alex O’Loughlin, o come tutti lo conoscono, Steve McGarrett, ha chiamato il tandem tra Lenkov e Orci “Stanlio e Ollio”. Alquanto appropriato, infatti Orci è stato davvero simpatico mentre scherzava sul palco con il suo attento pubblico. Dovrebbe tenere in considerazione di far più spesso quel tipo di discorsi.

Per i fan che hanno campeggiato sulla spiaggia la notte precedente la festa, Orci è stato una vera star – ha posato per le foto, ha firmato autografi, ha chiacchierato… e sì, alcuni di loro (i fan) li ha pure ricordati – osservazioni del tipo “Oh, sei qui di nuovo?” hanno semplicemente entusiasmato ancor più i fan (sempre che potessero entusiasmarsi più di quanto già non fossero).

Questo è ciò che rende il cast, la troupe e gli autori di Hawaii Five-0 così speciali. Ricordano ed apprezzano. Per i fan, questo significa più di qualsiasi altra cosa al mondo – un riconoscimento del loro supporto e della loro dedizione alla serie della quale hanno il privilegio di far parte ogni lunedì sera. E quando ad un fan è stato chiesto della sua esperienza al SOTB per la terza stagione di H50, la risposta ottenuta è stata “Voglio vivere alle Hawaii! Il SOTB è stato come una festività nazionale!

Il produttore esecutivo e direttore di Hawaii Five-0 Peter Lenkov dice, “Lavorare con Bob Orci e Alex Kurtzman è un sogno diventato realtà. Sono un fan, così è stato un grandissimo onore ed un’enorme gioia far squadra con Bob e Alex. Entrambi sono narratori talentuosi.”

Roberto Gaston Orci, l’”altra metà” della Kurtzman-Orci Paperwork, porta fieramente sulle spalle le sue ricchissime radici messicane. Nato da padre messicano e madre cubana, è uno dei più richiesti autori del business ed è stato citato come “il più influente latino” a Hollywood. Bob è cresciuto in Canada, Texas e a Los Angeles, dove ha incontrato la sua “altra metà” Alex Kurtzman e così hanno iniziato una durevole amicizia come “viaggio di penna” a Hollywood.

  1. A che età hai cominciato a tener in mano una penna?

Ho scritto la mia prima storia quando avevo nove anni. Era intitolata JOE IL PAPERO e parlava di un papero solitario ed affamato che costruisce una scala fino alla luna perché è convinto che sia fatta di formaggio. Una volta che l’ha raggiunta, ci vive finché non ha finito di mangiarla completamente e poi ricade sulla Terra.

  1. Eri il tipo di ragazzino con un’immaginazione scatenata che fantasticava a scuola, o eri il tipo studioso che diventava creativo fuori dall’aula?

Ero un po’ entrambe le cose. Al liceo, ero nella squadra di dibattimento che effettivamente mi ha insegnato più di qualsiasi altra cosa.

  1. Quali erano i tuoi generi preferiti di film, mentre diventavi grande?

Non conoscevo la parola “genere” mentre diventavo grande. Mi piacevano le solite cose che piacciono a qualcuno di quell’età. Guerre Stellari, I predatori dell’arca perduta, Ritorno al futuro. Non ho scoperto fino alla fine del liceo i film della New wave francese ecc.

  1. Chi erano i tuoi attori ed attrici preferiti, mentre diventavi grande?

Da bambino, John Travolta e Harrison Ford e Dustin Hoffman e Teri Garr.

  1. Cosa ti intrigava della televisione e dell’industria cinematografica che ti ha portato al scrivere copioni?

Sono nato a Città del Messico e ci ho vissuto fino all’età di otto anni. Mi ricordo che avevamo due canali via cavo che trasmettevano show americani, dai quali ho imparato moltissimo l’inglese. Quello, e mia mamma che è una grande estimatrice di film, pertanto ho semplicemente ereditato la sua fascinazione dei film e degli show americani. Non la ritenevo una carriera, però, finché non mi sono trasferito a LA durante il mio ultimo anno di liceo.

  1. Cos’è stato più importante nel tuo primo sviluppo come autore/produttore, l’esperienza scolastica o l’esperienza pratica?

L’esperienza pratica. Ho cominciato scrivendo copioni al liceo e non ho mai smesso di scrivere. Questa è la cosa migliore che uno scrittore possa fare. Continuare a scrivere!

  1. Oltre ai tuoi genitori, chi sono state le persone più influenti della tua vita?

Tre insegnanti: il mio insegnante di scienze, il Sig. Moore, che ci ha insegnato ad essere pensatori liberi. Il mio allenatore di dibattimento, che mi ha insegnato come strutturare i miei pensieri. Jim Hosney, il mio insegnante di filmografia al liceo, ci ha insegnato ad analizzare le storie. Ed infine, mia nonna, che era la miglior narratrice che io abbia mai conosciuto.

  1. Come ti arriva l’idea per una storia?

Primo, leggendo quanto più possibile, fingo di non aver mai lasciato la scuola e mi assicuro di star sempre imparando qualcosa di nuovo. Quando sei uno studente della vita, le storie cominciano a svelarsi da sole.

  1. Quale film o show televisivo è stato la sfida più grande da scrivere e produrre?

Alias era tosto, era un film ogni settimana con molta azione, trama complessa, e un mucchio di locazioni. E Star Trek era tosto perché il margine d’errore era molto piccolo.

  1. Qual è il tuo particolare processo di scrittura e perché è diverso da…?

Scrivo col mio compagno di liceo Alex Kurtzman da vent’anni. Ci sediamo assieme in un ufficio e le nostre conversazioni diventano il copione, il che è ovviamente diverso che un romanziere o altro.

  1. Come sai quando hai un prodotto completo/finito?

Quando piace a più persone di quante non gli piace.

  1. Quali storie hai nel cassetto o non sono pronte per la prima serata?

I primissimi copioni che abbiamo scritto non saranno mai visti da nessuno. Mai.

  1. Quali fattori sono coinvolti per avere una storia scritta e sullo schermo/in televisione?

La struttura è la cosa più importante da imparare per un autore. La seconda cosa più importante è sviluppare il tuo stile così che altri che leggono il tuo copione lo trovino distinto dalla concorrenza. Devi leggere molti copioni per sviluppare questa abilità.

  1. A parte la televisione, ti sei mai cimentato a scrivere testi teatrali?

No.

  1. Che consiglio daresti da fare o su cui concentrarsi a giovani autori mentre sono a scuola?

Scrivete quanti più copioni possibile. Non fermatevi ad uno solo. Più scrivete, più migliorate.

  1. Cosa fai quando ti viene il blocco dello scrittore?

Leggo. Leggo. Leggo. Leggo.

  1. Quali sono i tuoi hobby/passatempi?

Ho una collezione di svariate chitarre e svariati strumenti musicali, alcuni dei quali so suonare.

  1. A quale causa filantropica sei dedito?

I soliti sospetti. Ne nomino uno qui, il Childrend’s Defense Fund è un’organizzazione straordinaria.

  1. Saresti potuto essere la persona che sei adesso da qualche altra parte che negli Stati Uniti?

Forse a Bollywood?

  1. Che qualità pensi di avere che ti rende diverso da altri autori/produttori?

Questo non lo so. Non sono bravo con l’auto-analisi.

Naturalmente non lasceremo andare il Sig. Orci senza fargli qualche domanda relativa a Five-0:

  1. Dopo due stagioni, sei fin qui soddisfatto dalla direzione della serie, della storia e dello sviluppo dei suoi personaggi?

Fin qui sì. È bello vedere il calibro delle guest star che si prestano a recitare nella serie. Penso che parli bene di quanto abbiamo fatto finora.

  1. Come tratti i tweet dei fan di H50?

Con un sorriso.

  1. C’è un messaggio che vuoi dare ai fan di H50?

Grazie per guardare la serie. Cercheremo di non deludervi!

Potete connettervi con Bob Orci su Twitter @BobOrci

Traduzione a cura di Mariangela Mariga per Hawaii Five 0 – Italy

Fonte

“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

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