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Fan-fiction – “I Fiori del Paradiso” – parte 2 Capitolo XIX: “Una famiglia ricostituita”

Continua la nostra FanFiction che tanto appassiona le nostre fan!

Finalmente la seconda parte…ancora grazie a  LadyAngel  per averla condivisa con noi!

Buona lettura!

***  Capitolo XIX: ” Una famiglia ricostituita “***


Il mattino seguente, Danny arrivò in ufficio fischiettando e a passo quasi di danza.
“Siamo di buonumore, eh?”, lo canzonò Steve con un sorrisetto saputo, distogliendosi dall’osservazione di un grafico sullo schermo di uno dei televisori nella sala comune; Chin, che era con lui, si voltò a guardare il detective, incuriosito da quell’affermazione.
“Molto”, confermò Danny, sogghignando, “e non me lo farò rovinare dalle tue battutacce.”
Fece per sedersi alla propria scrivania, quando arrivarono Kono e Leilani, che si erano incontrate nel parcheggio dello Iolani Palace.
“Ciao ragazze!”, le salutò festosamente. La sua allegria provocò un risolino a Leilani, che ne immaginava la causa, mentre fece sollevare le sopracciglia all’ignara Kono.
“Che c’è, hai vinto alla lotteria?”, indagò la giovane poliziotta, ricambiando il suo contagioso sorriso.
“Meglio”, rispose Danny, “decisamente molto meglio: Rachel e io siamo tornati insieme.”
Steve e Leilani di scambiarono uno sguardo ridente, mentre Chin e Kono sgranavano gli occhi, colti assolutamente di sorpresa.
“Che cosa?!”, trasecolò Chin, “Ma… Come?”
Gli occhi di Danny brillarono al ricordo.
“Rachel ha sentito della sparatoria in TV, e credendo che l’agente ferito gravemente fossi io, si è precipitata in ospedale”, raccontò, “Quando ha scoperto che invece stavo bene, mi è saltata al collo e mi ha baciato…”
“Sì, proprio lì in mezzo a tutti”, confermò Steve sogghignando, “Li ho fotografati col cellulare…”
“Cos’hai fatto?!”, saltò su Danny, “Se lo posti su Facebook, ti sparo!”
Per tutta risposta alla finta minaccia dell’amico, Steve si mise a ridere di cuore.
“Gliel’ho chiesto io”, intervenne Leilani, ridendo a sua volta, “Mi sono lamentata che stavo perdendomi la scena, così Steve vi ha scattato una foto e me l’ha mandata… Eravate proprio belli come avevo sempre immaginato che sareste stati…”
Gli strizzò un occhio e Danny di colpo capì tutto.
“Tu lo sapevi, eh?”, la provocò, piantandosi le mani sui fianchi, “Sapevi che eravamo ancora innamorati, anche se non lo ammettevamo, e hai fatto di tutto per metterci l’idea in testa… Adesso mi spiego certi tuoi discorsi…!”, sbruffò in una risata, “Sei proprio un’intrigante, Leilani!”
“Sì, lo ammetto”, confermò candidamente la maga dei computer, “Voglio bene a tutti e due voi, e non sopportavo di vedervi infelici, così…”, si strinse nelle spalle, “Mi sono limitata a lanciare qualche pietruzza nello stagno e a vedere che effetto faceva…”
“Alla faccia della pietruzza!”, sogghignò Danny, “Hai svegliato il mostro di Loch Ness…”, s’interruppe, accorgendosi di star dicendo troppo, “Uhm, insomma, Rachel e io ci siamo rappacificati ed abbiamo deciso di rimetterci insieme.”
Gli altri quattro si scambiarono occhiate divertite: non c’era bisogno di essere dei grandi investigatori per immaginare il modo in cui quei due si erano rappacificati.
“Avrete bisogno di una casa più grande del tuo miniappartamento”, osservò Steve, acutamente.
“Sì, infatti ho intenzione di contattare qualche agenzia immobiliare, oggi”, confermò il detective.
“Non c’è bisogno”, dichiarò Leilani, “Oggidì si cerca casa su internet, ho fatto così anch’io. Dammi i parametri e ti farò un elenco di quanto trovo. Steve, posso approfittare del fatto che stamattina ho poco da fare con le mie incombenze?”
“Ma certo, fa’ pure”, approvò il capo della Five-0. Leilani guardò Danny in attesa di istruzioni.
“Ehm… se l’affitto non è troppo costoso, mi piacerebbe una casa singola”, dichiarò il poliziotto del New Jersey, “Tricamere, due bagni, posto per due auto…”
Leilani non fece commenti, né mosse un muscolo della faccia. Tricamere? Quei due avevano deciso di allargare la famiglia… Erano proprio partiti in quarta. Decise che, durante la pausa pranzo, avrebbe chiamato Rachel e si sarebbe fatta raccontare tutto per filo e per segno…
“Molto bene, mi metto subito alla ricerca”, disse, congedandosi con un cenno dal resto della squadra e dirigendosi nel proprio ufficio.

Un’ora dopo, mentre il programma di ricerca che aveva lanciato stava macinando migliaia di dati per produrre un elenco di abitazioni adatte, Leilani sentì il caratteristico cicalio del cellulare che le annunciava l’arrivo di un sms: era Rachel, che le chiedeva se potevano vedersi a pranzo. Leilani sorrise: chiaramente l’amica non vedeva l’ora di condividere con lei la propria gioia.
Se le circostanze lo permettevano, solitamente lei e Steve pranzavano assieme, ma Leilani pensò che per una volta poteva privilegiare l’amicizia, e lo stesso poteva fare Steve, andando a pranzo con Danny.
Fu così che, a mezzogiorno e un quarto, Leilani e Rachel si ritrovarono al Nico’s at Pier 38, un ristorante specializzato in pesce fresco sulla Nimitz Highway; poiché la pausa pranzo di Leilani non era molto lunga, un’ora appena, entrambe optarono per un veloce sandwich farcito con polpetta grigliata di ahi – il tonno delle Hawaii – accompagnato da salsa wasabi, pomodori e rucola, innaffiato da the freddo.
“Allora”, Leilani esortò sorridendo Rachel, “scommetto che stai scoppiando dalla voglia di raccontarmi di te e di Danny…”
“Mi conosci ormai bene, eh?”, ridacchiò l’altra, “Immagino che Danny abbia già spifferato tutto, in ufficio…”
“Non è entrato nei particolari, dopotutto è un vero gentiluomo”, puntualizzò l’amica, “Ci ha solo detto che ti sei precipitata all’ospedale pensando che fosse ferito gravemente e che quando hai visto che invece stava bene gli sei saltata al collo… Credere di essere sul punto di perderlo ti deve aver chiarito i tuoi sentimenti per lui, dico bene?”
“Esatto”, ammise Rachel, prendendo un sorso di the, “Ho pianto per tutto il tragitto da casa all’ospedale, non so nemmeno come sono riuscita a guidare, non ci vedevo quasi per niente… E mentre guidavo, ho finalmente realizzato che non ho mai smesso di amarlo, così ho giurato a me stessa che, se il destino non me lo portava via, avrei fatto di tutto per tornare con lui. Quando ho visto Steve nella sala d’attesa, ho pensato che fosse davvero molto grave e per poco non sono crollata, ma per fortuna Steve mi ha subito detto che le cose stavano diversamente. Poi, quando è arrivato Danny, sano e salvo, ho perso la testa e gli sono corsa tra le braccia…”
“Ho visto”, sogghignò Leilani, “Steve vi ha scattato una foto su mia richiesta e me l’ha mandata. L’ho scaricata sul cellulare, vuoi vederla?”
Rachel annuì, così l’altra tirò fuori dalla borsetta il suo iPhone e gliela mostrò. Si vedeva chiaramente che si stavano baciando proprio con tutti i crismi, alla francese.
“Santo cielo, non mi ero resa conto di aver dato tanto spettacolo…”, borbottò Rachel, le gote macchiate di rosso. Leilani rise del suo imbarazzo:
“Eravate bellissimi, non c’è proprio niente di cui vergognarsi”, la consolò, “Vuoi che te la mandi per mms?”
“Sì, grazie.”
“Intanto prosegui il racconto, sto morendo di curiosità!”, la pregò l’amica.
“Oh, beh, non c’è molto altro da aggiungere… Gli ho chiesto di portarmi a casa, a casa sua, e devo dire che non l’ho mai visto guidare in modo tanto spericolato…”, s’interruppe alla risatina di Leilani per ridacchiare a sua volta, “Poi, una volta arrivati, siamo finiti dritti a letto. È stato incredibile, perfino meglio della prima volta, ero così presa che sono bastati due minuti e pam!, sono bella che partita.”
A momenti Leilani si strozzò col boccone che stava inghiottendo.
“Caspita!”, ansimò, bevendo un sorso, “Dev’essere stato esplosivo!”
“L’hai detto”, confermò Rachel, sottovoce, “Non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello emotivo. Soprattutto da quello emotivo… A momenti mi mettevo a piangere dalla gioia. Cielo, quanto sono stata stupida… Non avrei mai dovuto lasciarlo.”
“Avevi i tuoi motivi”, le rammentò Leilani, tornando seria, “E a proposito di quei motivi, adesso come la pensi?”
“Starò in ansia né più né meno di prima”, rispose l’altra donna, altrettanto seriamente, “ma stavolta lo accetterò. Meglio l’ansia con lui, che una finta serenità senza di lui.”
“Allora non gli chiederai di cambiare lavoro?”
“No. È parte di lui, di ciò che lo rende quello che è, e quindi parte di quanto amo di lui, anche se non mi piace.”
Leilani annuì: volente o nolente, anche lei stava in ansia per Steve – e, anche se in misura minore, per tutti gli altri membri della squadra – ogni volta che andavano in missione, ma era una cosa che aveva sempre fatto parte del suo lavoro, anche con i colleghi di Los Angeles, ai quali era affezionata tanto quanto a quelli attuali. Finora era stata fortunata, non aveva mai perso un collega di cui aveva la responsabilità, ma era capitato ad altri, ed aveva visto come potesse essere un’esperienza devastante. Pregava ogni giorno affinché non succedesse mai.
“Hai fegato, Rachel”, affermò.
“Sì, lo so”, rispose l’amica, senza alcuna presunzione, “ma per un certo periodo me ne ero dimenticata.”
Leilani le sorrise:
“L’importante è che alla fine te ne sei ricordata.”
Ci fu una pausa nella loro conversazione, mentre entrambe si concentravano sul sandwich.
“E Grace, come ha preso la notizia?”, domandò Leilani.
“Ha fatto le capriole. Letteralmente!”, rise Rachel, “Ha detto che non vede l’ora di tornare ad abitare con tutti e due i genitori. Ci vorrà un po’, ma Danny mi ha detto che avrebbe cominciato subito a cercar casa.”
“Lo sto aiutando io”, le rivelò Leilani, “Ho trovato casa per me, e tramite gli stessi canali internet gli ho fatto un elenco di possibili abitazioni. Stasera lo guarderete insieme, poi magari già domani comincerete ad andare a vederle, basta una telefonata alle varie agenzie preposte. Ho fatto così anch’io.”
Rachel le lanciò un’occhiata di gratitudine:
“Grazie, è molto carino da parte tua aiutarci. Come Grace, non vedo l’ora di tornare ad essere una famiglia con Danny”, il suo sguardo si addolcì, “Anzi, abbiamo deciso di allargarla, la famiglia.”
Leilani sorrise apertamente:
“L’ho capito quando Danny mi ha chiesto di cercare un tricamere…”

Frattanto, Steve e Danny erano a pranzo in uno dei tanti chioschi sul lungomare di Waikiki, alle prese l’uno con un hot dog alla senape, l’altro con un doppio cheeseburger.
“Fame, eh?”, Steve canzonò l’amico. Danny inghiottì il boccone ed annuì:
“Far pace con una donna può essere molto impegnativo”, ridacchiò.
“Ne so qualcosa”, ribatté l’ex SEAL, ripensando al giorno in cui aveva rischiato di perdere Leilani a causa di Catherine, “Impegnativo, ma meraviglioso.”
“Lo puoi dir forte”, confermò il detective, assumendo un’espressione trasognata, “Non avevo mai osato sperare di avere una seconda chance con Rachel, di avere la possibilità di ricostituire la mia famiglia… Sarò eternamente grato a Leilani per quello che ha fatto per noi”, guardò l’amico negli occhi, improvvisamente serio,“È una donna straordinaria, e le voglio molto bene. Non te l’ho mai detto finora, ma se tu dovessi farla soffrire, dovrai vedertela con me.”
Steve annuì con altrettanta serietà:
“Anche Leilani ti vuole bene, e sono contento che abbia in te un amico tanto devoto”, dichiarò, sostenendo fermamente il suo sguardo, “E se mai io dovessi farla soffrire, sei autorizzato a riempirmi di botte.”
“Guarda che ti prendo in parola.”
“Non mi aspetto niente di meno, da te.”
Danny assentì lentamente, poi tornò all’attacco del suo cheeseburger. Steve invece posò il suo hot dog sul piatto.
“A proposito di far soffrire qualcuno…”, cominciò, e quando gli occhi azzurri di Danny si furono nuovamente messi a fuoco su di lui proseguì, “Sappiamo entrambi, e tu meglio di me, che un rapporto a lungo termine non può essere sempre rose e viole. Potrà quindi capitare, in futuro, che tu e Rachel litigherete, qualche volta. E quando si litiga, a volte si dicono cose di cui poi ci si pente. Ma c’è una cosa in particolare che non dovrai mai fare, in questi casi, anche se tu fossi al colmo dell’esasperazione, così arrabbiato che vorresti spaccare tutto…”
Il detective lo stava ascoltando con molta attenzione.
“E quale sarebbe, questa cosa?”, volle sapere, aggrottando la fronte.
Steve si rendeva conto che era un argomento scottante, ma non c’era un modo per dirlo con delicatezza, per cui si risolse a parlare nella maniera franca e diretta che gli era abituale:
“Non rinfacciare mai a Rachel la sua storia con Stan.”
Danny appoggiò di colpo il panino sul piatto, all’improvviso mortalmente serio. Aprì bocca per ribattere indignato che mai e poi mai avrebbe fatto una cosa del genere; poi la richiuse per riflettere meglio sulla faccenda.
“Non lo farò”, disse infine, “dovessi mordermi la lingua a sangue. Rachel non merita un trattamento simile; inoltre sarebbe spregevole e meschino, e mi rifiuto di essere così, perfino nei miei momenti peggiori. Grazie per avermelo fatto presente, amico”, concluse.
“Non c’è di che, vecchio mio”, rispose Steve, riprendendo il panino, “A dire il vero, ritenevo che tu fossi un uomo abbastanza intelligente per arrivarci da solo, ma non volevo correre rischi e ho preferito parlartene in modo esplicito. Perché a volte anche gli uomini intelligenti commettono errori…”
Danny annuì: era perfettamente d’accordo, ed era estremamente grato a Steve per aver sollevato l’argomento: lui non ci aveva ancora pensato a fondo, perché era tuttora alquanto confuso al riguardo, e stordito dalla ritrovata felicità con Rachel. Ma adesso, grazie all’amico migliore che avesse mai avuto in vita sua, aveva le idee ben chiare.

Tre giorni dopo, i medici sciolsero la prognosi di Norman Kaluana, l’agente rimasto gravemente ferito nella sparatoria con i trafficanti d’armi, dichiarandolo fuori pericolo, ed i membri della Five-0 furono felici di apprenderlo: lavoravano spesso con la SWAT e tra le due squadre speciali si era instaurato in clima di fiducia e di rispetto reciproci. Sapere che Kaluana se la sarebbe cavata fu dunque un motivo di sollievo e di gioia autentica per tutti loro.

La settimana seguente, Danny annunciò ai colleghi che aveva trovato l’abitazione adatta, una vecchia casa ristrutturata di recente; era situata a Manoa, una prestigiosa zona residenziale pochi chilometri fuori Honolulu. La scuola che Grace frequentava era piuttosto lontana, ma non volevano che cambiasse classe nel bel mezzo dell’anno, così Rachel si era presa l’incarico di scarrozzare la figlia avanti e indietro; questo avrebbe comportato che non poteva trovarsi subito un lavoro – non voleva saperne di far pesare il bilancio famigliare interamente sulle spalle di Danny – ma era questione di pochi mesi. E avrebbe venduto la Mercedes – un regalo di Stan – a favore di un’auto meno dispendiosa. L’unico inconveniente era che la casa non era parzialmente arredata, come avrebbero preferito, ma l’affitto era molto ragionevole e la zona davvero bella, così l’avevano presa. Poi, di lì a tre o quattro anni, avrebbero pensato ad un acquisto.
Leilani, sempre in virtù del fatto d’aver messo su casa di recente, indicò alla coppia ricostituita i posti migliori per acquistare cucina e camere da letto, indispensabili per potersi trasferire nella nuova abitazione, senza spendere una follia; e poiché ad entrambi piacevano le cose semplici, non dovettero dar fondo ai loro risparmi.
Venti giorni dopo essersi ritrovati, Danny e Rachel, assieme alla figlia, andarono a vivere lì, appena due giorni prima che Stan rientrasse dal suo ultimo viaggio di lavoro. Oliana, la domestica, fu molto spiaciuta di veder andar via Rachel e Grace, ma in fondo era felice per la bambina ed augurò loro ogni bene.
Rachel comunicò a Danny che avrebbe detto personalmente a Stan che lo stava lasciando per tornare con l’ex marito: era una brava persona e non meritava d’essere piantato per telefono o per lettera. A Danny la prospettiva non piacque particolarmente, ma non si oppose, conscio che Rachel aveva ragione.
Il colloquio non fu facile, ma Rachel era una donna che non si tirava indietro ed affrontò la cosa con decisione; comunque Stan la sorprese, confidandole che aveva sempre saputo che non aveva smesso un attimo di amare Danny. Da quel vero gentiluomo che era, la ringraziò per avergli concesso comunque un’opportunità, ma le chiese di non farsi mai più viva con lui.
Quando Rachel lo raccontò a Danny, il detective, che aveva sempre avuto scarsa considerazione del rivale, tanto da averlo soprannominato il perfido Stan, dovette ricredersi.

Trascorse una decina di giorni, poi Danny invitò i colleghi a cena per inaugurare la nuova casa, e si accordarono per il sabato della settimana seguente. Sarebbe stata una cosa informale, tra amici, un arrosto con verdure seguito da un dolce, insomma niente di impegnativo.
Kono fu la prima ad arrivare, e Rachel le offrì un aperitivo con degli stuzzichini in attesa che giungessero anche gli altri. Seguirono Steve e Leilani, e subito dopo arrivò anche Chin. Grace sembrava in estasi: viveva di nuovo con mamma e papà, e i loro amici più cari – che erano i suoi eroi, specialmente Kono – erano lì a festeggiarli.
Sedettero a tavola e Rachel servì un succulento arrosto di vitello, mentre Danny distribuiva insalata mista e purè di patate a tutti. Poi il detective stappò una bottiglia di un buon Pinot Nero di Carneros, una famosa zona vinicola del nord California, che offrì a tutti gli adulti, mentre per Grace c’era aranciata.
Giunti al dessert – una deliziosa crostata all’ananas e papaia – il padrone di casa sparì brevemente dalla scena per poi tornare portando un vassoio con sette coppe di cristallo.
“E queste da dove arrivano?”, indagò Rachel, rivelando che anche per lei era una sorpresa. Danny sorrise con aria misteriosa e si dileguò nuovamente, mentre gli altri si scambiavano occhiate perplesse. Ritornò con un secchiello col ghiaccio, contenente una bottiglia di un rinomato spumante dolce della Napa Valley, che depose al centro della tavola.
“Oggi è un’occasione speciale”, rispose infine alla domanda di Rachel, “che pertanto merita di essere celebrata come si deve.”
Si cacciò una mano in tasca e ne trasse una scatolina ricoperta di velluto blu, poi mise un ginocchio a terra di fronte a Rachel e l’aprì. La donna vide l’anello d’oro con rubino – la sua pietra preferita – e fece gli occhi tondi.
“Rachel Edwards, vorresti farmi l’immenso onore di accettare di ridiventare mia moglie?”, domandò Danny in tono emozionato.
Rachel aprì e chiuse la bocca un paio di volte, incapace di parlare. Una lacrima le spuntò all’angolo di un occhio e le scese lentamente sulla guancia.
“Hai conservato l’anello…”, disse poi, in un soffio: quello era infatti l’anello di fidanzamento che Danny le aveva regalato a suo tempo, e che lei gli aveva restituito quando lo aveva lasciato. Spostò lo sguardo dal gioiello agli occhi del suo uomo – quegli occhi azzurri e limpidi che l’avevano conquistata fin dal primo istante e che non avevano mai abbandonato i suoi sogni – e sorrise tra le lacrime.
“Oh Danny… sì! Sì!”
Danny le sorrise di rimando e tolse l’anello dalla scatoletta per infilarglielo al dito, poi lei gli buttò le braccia al collo. Leilani si mise una mano sulla bocca, reprimendo un singhiozzo di commozione; accorgendosene, Steve le accarezzò il gomito, e volgendo lo sguardo su di lui, la donna vide che le stava sorridendo, a sua volta commosso.
“Evviva!”, strillò Grace, “Mamma e papà si risposano!!!”
“Evviva!”, le fece eco Kono, battendo le mani; gli altri si unirono all’applauso, ridendo, qualcuno asciugandosi furtivamente una lacrima.
“Siete tutti invitati, naturalmente”, disse Danny, poi si alzò e guardò Steve, “Steve, vuoi essere il mio testimone di nozze?”
“Ma certo!”, accettò prontamente l’ex Navy SEAL, alzandosi a sua volta ed abbracciando il suo migliore amico. Rachel guardò Leilani:
“Leilani, sarai la mia damigella d’onore?”
“Volentieri!”, sorrise l’esperta di informatica, andando ad abbracciare l’amica. Poi la coppia di ripromessi sposi si scambiò un’occhiata e si comprese senza bisogno di parole.
“Grace”, disse Danny, rivolto alla figlia, “vorresti essere tu a portarci gli anelli?”
La bambina balzò in piedi e corse ad abbracciare i genitori.
“Sì, sì!”, esclamò, fuori di sé dalla gioia.
“Ora capisco lo champagne…”, mormorò Rachel all’orecchio di Danny. Il detective del New Jersey sorrise ed andò ad aprire la bottiglia, versando poi il contenuto nelle coppe, eccezionalmente un goccio anche per Grace.
“Alla vostra felicità, Rachel e Danny”, brindò Leilani, sollevando la coppa. Gli altri la imitarono e bevvero un sorso.
“Alla tua, Leilani”, ricambiò Danny, guardando prima lei e poi Rachel, “Dopotutto, è in gran parte merito tuo se siamo tornati insieme…”
Rachel annuì per confermare, e Leilani sorrise:
“Avevo una buona base su cui lavorare: il fatto che foste ancora innamorati l’uno dell’altra. Vi ho solo dato una spintarella… Il resto lo avete fatto voi.”
Brindarono nuovamente, e poi gustarono l’ottimo dessert preparato da Rachel. In altre circostanze, avrebbero tirato tardi coi festeggiamenti, ma ritenendo che i due desiderassero celebrare l’avvenimento da soli, gli amici si congedarono poco dopo che Grace fu andata a dormire.
Avevano avuto ragione: Danny e Rachel rigovernarono in fretta e si ritirarono in camera loro, dove festeggiarono il loro ri-fidanzamento nel modo più naturale per due persone innamorate.

—— Continua… —

NB.Per i contenuti della fanfiction si consiglia la lettura ad un pubblico esclusivamente adulto (NC-17).Disclaimer: Si ricorda che tutti i personaggi della serie “Hawaii Five-0” ed i suoi personaggi sono esclusiva proprietà della CBS; sono utilizzati senza il permesso degli autori e non a fini di lucro, né si intende infrangere alcun diritto di copyright. “E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.
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4 Risposte

  1. monica

    ribadisco…..invidia 😀

    12 febbraio 2012 alle 15:51

  2. Renata Ferula

    🙂 sempre più bello!!!!

    12 febbraio 2012 alle 16:44

  3. che carini mi sono commossa 🙂

    21 febbraio 2012 alle 13:49

  4. Popa Davina

    Chi sarà il prossimo? Chin o Kono? Se la sceneggiatura venisse rispettata prima Chin con la dottoressa Malia e poi Kono con Adam Noshimuri. Vedremo…

    19 giugno 2012 alle 20:04

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