Proud to be Alex-Addicted!

Intervista di Alex per GQ Australia

In occasione del “Men of the Years” indetto dalla rivista GQ, che ha visto vincere il nostro Aussie come “Attore dell’anno”, la rivista Australiana è stata pubblicata con tre covers diverse, ognuna con uno dei vincitori delle categorie in gara, tra cui appunto il nostro Alex. Il photoshoot, firmato Dusan Reljin l’abbiamo potuto gustare QUI; ora potrete leggere anche l’intervista contenuta nel magazine:

By Richard Clune

Come può un battagliero lavoratore edilizio di Canberra finire a vivere nel sognante showbiz delle Hawaii? Lavoro duro, restistenza d’acciaio e un senso dell’humor prettamente Australiano.

La giornaliera danza finale sel sole si mischia all’orizzonte mentre Alex O’Loughlin appoggia la sua tavola da surf dietro un’incrinatura hawaiana, chiacchierando con un surfista che lo ha riconosciuto per Hawaii Five-0, la serie televisiva che lo ha mandato nell’arcipelago 18 mesi fa.

Sono trascorsi sei anni da quando quest’uomo che ha abbandonato gli studi, arrivò nella Città degli Angeli da Canberra.  Le uniche surfate allora erano da divano a divano, crollando dagli amici in attesa di una chiamata.

Quest’iniziale mancanza di fortuna si appiattì, con i suoi primi due show cancellati. Ma dopo arrivò il rifacimento dell’iconico supporto degli anni ’70,  un’avventura maschile che ha visto O’Loughlin prendere la staffetta da Magnum, P.I. nella lotta la crimine — spesso senza maglietta — intorno ad Honolulu.

Ci siamo accomodati con O’Loughlin tornato sulla terra asciutta — con la sua maglietta fermamente addosso.

E’ vero che una volta volevi pilotare gli aeroplani?

Si, ero all’asilo e l’insegnante ci chiese cosa volessimo diventare da grandi. Io dissi “Voglio diventare un pilota di caccia”. Lei si fermò davanti al mio banco e disse: “Non hai avuto l’asma?”
Io risposi: “Si”. Lei disse: “Beh, non potrai diventare mai un pilota di caccia”.

Wow, è  crudo [da dire].

Ero distrutto. E non ho mai più pensato ad una carriera nel cielo.

Però la perdita dell’aviazione è diventata un guadagno per la recitazione. In che modo hai deciso di percorrere quella strada?

Ho recitato la prima volta quando ero alla scuola primaria . Avevo circa 10 anni: non lo dimenticherò mai. Quando sono arrivato sotto i riflettori e il pubblico era attento, sono entrato nel ruolo. Ma non ho compreso davvero che fosse qualcosa che potessi fare.

Perché no?

Ero un bambino della classe-operaia e vedevo la recitazione come una professione da classe media. Per cui l’ho messa alle spalle e ho fatto un mucchio di altre cose. Ero interessato alle costruzioni, infatti le ho amate. Ho lavorato in un mucchio di case e uffici e mi piaceva. Pensavo di poter usare le mie capacità fisiche per vedere emergere qualcosa. Ho lavorato anche nell’ospitalità. Ho lavorato una volta per Neil Perry* come barman e cameriere.

Quindi quando hai deciso di antrere nel NIDA, la tua principale esperienza come attore è stata quella della scuola primaria?

Non avevo capacità tecniche. Non sapevo cosa stessi facendo, ma quando sembrava buono andavo avanti per istinto e le persone lo vedevano. E la passione. Se mai dovessi perdere questa passione, penso che cambierei carriera.

Sei ambizioso?

Può essere una parola davvero brutta, specialmente in questo business. Ma ho sempre avuto una grande spinta. Sia che lavorassi in un cantiere edile, o che stessi sostenendo un’audizione, o che mi spostassi negli USA, l’ho sempre fatto con tutto il cuore. Non saprei farlo in altro modo.

Hawaii Five-0 è arrivato dopo due cancellationi ad alto profilo – Moonlight e Three Rivers. Hai avuto paura di tornare a fallire?

L’ho avuta – su un paio di livelli. Certamente, c’èera il livello dell’orgoglio di tornare a casa dai miei amici Aussie che mi dicevano: “Ehi, tu pensavi essere speciale eh?” Ma molto più significativamente, sentivo che fondamentalmente ero un fallimento. Che non avevo ciò per che serviva per sfondare, che non ero abbastanza bravo o abbastanza intelligente. Questo pensiero era il più angosciante. Il pensiero di non essere capace di fare qualcosa che mi permettesse di vivere recitando era davvero sconvolgente.

Come ti senti a lavorare in un simile business da tagliagole?

Alla fine del giorno, o sono in vantaggio o in svantaggio. Sto guadagnando denaro o non lo sto facendo. Non puoi capirlo personalmente. Questo è un errore che molti giovani attori fanno quando arrivano ad Hollywood. Cadono nella trappola di credere di essere speciali. Certo può esserlo ma…

…Probabilmente non lo sono. E cosa dici di te?

Guarda, non penso di essere tanto talentuoso ma ho una chiara comprensione di come tutto funziona. E lavoro davvero duramente.  Mi faccio il culo.

Beh, certamente frutta. Come ti senti riguardo alla fama che arriva con il tuo livello di successo?

Non la capisco. Soprattutto ora che ne ho avuto un piccolo assaggio. Sono affascianto dalla patologia di qualcuno che voglia diventare famoso – Io sono davvero lontano da quello. Mi terrorizza fottutamente. Divento ansioso solo al parlarne.

Hai detto precedentemente che ami i films. Ti preoccupa l’idea di essere etichettato come un attore del piccolo schermo?

Assolutamente. La TV mi spaventa a morte. Con tutto il rispetto, è un business di numeri e su quanta gente ti guarda. Quando lavori nel sistema nel modo in cui faccio io al momento, occasionalmente t’imbatti in qualcosa che fa sembrare che stai compromettendo la tua intergrità di artista nel parteciparvi. Questo è spaventoso perchè pensi, ‘Come posso fare per uscire dalla TV vivo?’ Ma ci sono altre cose da mettere in considerazione. Ho 35 anni e ho un figlio di 14 anni (Saxon, che vive con sua madre in Australia).

Com’è lui?

E’ il migliore quattordicenne in giro. Voglio dargli tutte le oppurtunità che ho avuto io e anche quelle che non ho avuto. Sono grato per il lavoro – questo mi fa semplicemente (riflettere) sulla mia carriera e su come mi senta. Non ho mai pensato a Five-0 come un lavoro di ripiego perchè è troppo buono, ma devi smettere di prendere dei rischi dopo un pò – quando ti dici, “Ho bidogno di avere del denaro in banca e di avere una casa soida per la mia famiglia.”

Se non è un prblema che lo dica, sembri davvero atletico, buon Dio. Vorresti condividere con noi il tuo stratagemma per mantenere un corpo così?

Per me lavorare 80 ore alla settimana non è pazia, quindi tutto riguarda nel farlo finchè riesci. FAccio surf e jujitsu e cerco di mifliorare tanto. Mi piace molto correre, ma quando faccio palestra, esenzialmente mi alleno a circuito, mantenendo alto il ritmo del mio cuore più che posso. Voglio solo restare in questa forma ed essere forte.

Lottare contro il crimine sulla spiaggia significa mostrare spesso anche la tua incredibile collezione di tatuaggi.

Amico, i tatuaggi sono cool! Sono qualcosa che ho iniziato nella follia della gioventù e c’è stata una progressione da allora. Amo l’espressione fisica, ma c’è stato un periodo in cui sono stato giudicato, perché non era espressione della cultura popolare, come è ora. In quei tempi, i tatuaggi indicavano che tu eri stato in prigione o che appartenessi a qualche specie di gang. Ho avuto questa conversazione con i genitori di molte fidanzate, spiegando che non ero un criminale o un Hell’s Angel**!

Per l’intervista completa, many thanks to Mizzoh from Alex O’Loughlin Rocks
___________________________

*Neil Arthur Perry (29 Giugno 1957) è un famoso chef australiano, ristoratore, autore e presentatore televisivo.

**L’Hells Angels Motorcycle Club (letteralmente “club motociclistico angeli dell’inferno”) o HAMC è un’associazione motociclistica nata negli Stati Uniti e oggi diffusa in tutto il mondo, i cui membri, tradizionalmente, montano motociclette Harley-Davidson.

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.
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