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Fan-fiction- “I Fiori del Paradiso”- parte 1- Capitolo VI: “Festa hawaiana”

“Quando una storia ti prende fin nel profondo, capita che da spettatori si diventi un pò autori, immaginando situazioni più o meno verosimili, o semplicemente cercando di dare voce ad avvenimenti taciuti.
Questa è l’arte della fanfction, e da oggi anche Hawaii Five-0 ha la sua prima storia scritta da una fan, Lady Angel, che ha voluto condividere la sua opera con noi.”


Capitolo sei: “Festa Hawaiana”

Quando fu tutto pronto, andò a cambiarsi; aveva scelto una tenuta tipicamente hawaiana, gonna a pareo verde indossata su un bikini della stessa tinta, piedi scalzi, capelli sciolti e ghirlanda di fiori in testa e attorno al collo. Aveva esortato anche i suoi invitati a fare altrettanto, nel limite di quello che piaceva a ciascuno.

Chin e Kono furono i primi ad arrivare; Leilani andò ad accoglierli con due lei, le collane di fiori e foglie tipiche delle Hawaii, e notò con piacere che Kono era abbigliata come lei con bikini e pareo abbinati di colore azzurro carico, mentre Chin indossava canottiera bianca e bermuda stampati con motivi di foglie e fiori, molto a tema.
“Se vuoi, dopo puoi toglierla”, disse, accennando alla canottiera. A petto nudo sarebbe stato ancor più hawaiano, e Chin annuì, accettando anche la ghirlanda di fiori che lei gli porgeva.
Poco dopo giunsero i genitori di Leilani: Jake Rivelli, e Kalei, il cui nome significava amata, principessa reale hawaiana per parte di madre. A sessant‟anni suonati, Kalei era ancora una donna bellissima; portava i capelli neri sciolti sulla schiena, appena striati d‟argento e adornati di un grande fiore candido, ed indossava un magnifico vestito a pareo con fiori rossi su sfondo bianco; Jake, un uomo alto e vigoroso dalla chioma canuta e penetranti occhi blu, aveva una tshirt celeste e bermuda sportivi color cammello. Anche a loro Leilani donò le ghirlande di fiori, che essi accettarono di buon grado.

La padrona di casa presentò loro Kono e Chin, poi li fece accomodare tutti in salotto e servì loro l‟aperitivo, un liquore leggero a base di latte di cocco fermentato accompagnato da stuzzichini di ananas, papaia, banana e mango.

Poi giunse Steve, che aveva optato per l‟altra sua auto, un SUV nero, in contemporanea con Danny e su figlia Grace. Danny indossava come sempre una camicia dalle maniche lunghe risvoltate e una cravatta, sebbene avesse scelto un paio di jeans neri invece dei soliti pantaloni di tela. Leilani nascose un sorriso: nessuno sarebbe mai riuscito a fargli cambiare stile. Lo aveva visto senza cravatta solo una sera in cui però indossava una giacca scura.

Grace, una bella bambina castana dagli occhi vivaci, vestiva invece in stile hawaiano, con un bell‟abito a pareo con fiori, frutti tropicali e uccelli del paradiso dai mille colori stampati su sfondo lilla, nonché un paio di deliziosi sandali infradito rosa, mentre Steve portava una camicia verde acqua a manica corta con stampe di palme e delfini sopra un paio di bermuda color kaki dal taglio militare, pure lui in concordanza con lo stile del giorno. Leilani porse a Grace la lei, e la bambina le rivolse un sorriso smagliante.

“Grazie, Leilani”, le disse, “Ti piace il mio vestito?”
“Molto grazioso”, rispose la donna, con sincerità.
“Me l‟ha regalato papà”, le rivelò Grace, guardando Danny con evidente adorazione. Il poliziotto ricambiò lo sguardo della figlia con uguale adorazione, e Leilani si intenerì: era davvero un gran bravo papà.
“Aloha “, disse, ripetendo anche per lui, come aveva fatto con gli altri ospiti, il saluto che significa amore e felicità, che in lingua hawaiana sono sinonimi, e gli porse la ghirlanda di fiori.
“Grazie”, disse Danny, lasciandosela infilare al collo, “Aloha a te, Leilani.”
La guardò; non essendo molto alto, i suoi occhi erano allo stesso livello di quelli di Leilani, che contraccambiò sorridendo, rifiutando di vedere in quelle iridi azzurre altro che amicizia e simpatia. Al di là del filo che scherzosamente le faceva, si era resa conto che Danny aveva veramente un debole per lei, ma non intendeva dargli corda: era un brav‟uomo, un ottimo padre, un coraggioso tutore della legge, e pure un gran bel pezzo di ragazzo, ma non provava per lui altro che affetto fraterno.
Leilani si scostò e rivolse anche a Steve un sorriso di benvenuto; fece un passo verso di lui porgendogli la ghirlanda di fiori e lui, avvedendosene, essendo molto più alto di lei si chinò in avanti per farsela mettere al collo. Leilani mosse un altro passo prima di rendersi conto che gli sarebbe finita troppo vicina; si fermò di botto, il viso a pochi centimetri da quello di lui, ma fare un passo indietro poteva essere rivelatore di un turbamento che era ben decisa a non mostrare, così rimase ferma e sollevò la lei, passandogliela dalla testa.
“Aloha”, gli disse, sforzandosi con ogni mezzo di mantenere la voce su un tono assolutamente normale. Chissà se c‟era riuscita.
“Aloha”, contraccambiò Steve a bassa voce, quasi non volesse farsi sentire da altri che da lei. Per un interminabile istante, rimasero a fissarsi negli occhi, poi lei allargò il proprio sorriso e si scostò, facendo cenno a tutti di seguirla in salotto.
“Mamma, papà”, disse entrando, “vi presento il tenente comandante Steve McGarrett, capo dell‟unità speciale Five-0; Steve, questi sono mia madre Kalei e mio padre, il capitano Jacob Rivelli.”
“Jake”, tagliò corto il padre di Leilani, come aveva fatto poco prima con Chin e Kono, “Molto piacere, comandante.”
“Steve”, lo corresse l‟altro, contraccambiando la cortesia dell‟uomo più anziano, “Signora Rivelli…”
“Kalei, la prego”, sorrise la donna, amabilmente, ottenendo un cenno d‟assenso.
“E questi”, proseguì Leilani, indicando, “sono il detective Danny Williams, polizia di Hononulu, e sua figlia Grace.”

Danny prese la mano di Kalei e, sorprendendo tutti, le fece il baciamano.
“Signora, è un onore incontrarla”, dichiarò in un tono da cui traspariva un certo impaccio. Leilani comprese che era intimidito da sua madre, ma non fece a tempo a dire niente che Kalei rise:
“Oh per favore, detective, mi chiami anche lei per nome”, lo invitò con grande semplicità.
“Ah… beh, allora la prego di chiamarmi Danny”, fece lui, già più a suo agio, “Grace, saluta Kalei.”
Grace, che era stata avvisata dal padre che si sarebbe trovata di fronte ad una vera principessa reale, accennò ad una riverenza, al che Kalei rise ancora e le diede un buffetto:
“Anche per te vale quel che ho detto a tuo padre: chiamami semplicemente per nome.”
Frattanto Danny si era rivolto a Jake:
“Capitano…”, fece, porgendogli la mano. Jake la prese e la scosse:
“Jake, e se mi permette la chiamerò Danny.”
“Ma certo!”
Soddisfatta che i suoi ospiti sembrassero a loro agio gli uni in compagnia degli altri, Leilani porse gli aperitivi anche agli ultimi arrivati – tranne che a Grace, che ricevette invece un succo d‟ananas – e fece un sorriso circolare.
“Benvenuti”, disse a tutti, “Sono molto lieta di inaugurare la mia nuova casa con voi.”
“Grazie per averci invitati”, rispose Steve, sorprendendola con uno dei suoi rari sorrisi.
“Grazie a voi per aver accettato”, ribatté lei.
“Leilani, che cosa hai preparato da mangiare?”, volle sapere Grace, con la tipica curiosità della sua età.
“Perché, hai fame?”, domandò la padrona di casa ridendo. La piccola era una grande mangiatrice, le aveva raccontato Danny, e dai gusti per niente difficili.
Grace rise a sua volta:
“Sì!”, ammise candidamente.
“Anch‟io!”, le fece eco Jake, ridendo a sua volta, “Dai Leilani, dicci cos‟hai preparato oggi per deliziarci”, si rivolse agli altri, “Non so se lo sapete già, ma mia figlia quando ha tempo è capace di preparare un pranzo di sette portate e rimpinzare i suoi ospiti fino a farli scoppiare…”
“Oh andiamo papà, che esagerato!”, Leilani sbruffò in una risata, “Comunque, Grace ha ragione, è ora di mettersi in tavola. E non dirò cosa ho preparato, così vi lascio la sorpresa…”
Si alzò ed invitò tutti a seguirla in terrazzo.
“Bell‟allestimento!”, esclamò Kono, piacevolmente colpita: i piatti di ceramica erano dipinti in modo da riprodurre le stoviglie tradizionali, che erano di legno di palma intagliato oppure di foglie di palma strettamente intrecciate, le posate avevano i manici di legno di bambù, i bicchieri erano decorati con stampe di fiori tropicali dalle cui corolle sembrava emergere il vetro, e il tavolo era cosparso di petali colorati.
“Grazie”, rispose Leilani, lusingata, “Prego, accomodatevi dove volete, tranne che qui”, indicò il posto più vicino all‟entrata, da cui le sarebbe stato più comodo fare la spola tra lì e la cucina.
Steve si impadronì del posto alla sua sinistra, mentre Grace corse a sedersi alla sua destra e chiamò Kono ad accomodarsi dall‟altra parte, con gran dispetto di Danny a cui sarebbe piaciuto mettersi a fianco della padrona di casa. Facendo buon viso a cattivo gioco, prese posto accanto a Kono, con di fronte Chin e Jake, e Kalei a capotavola, dirimpetto a Leilani.
Quando tutti si furono accomodati, la padrona di casa rientrò e tornò un minuto dopo con una bottiglia di vino bianco ghiacciato in una mano, e nell‟altra una caraffa di succo di frutta mista tropicale.
“Servitevi da soli”, esortò gli ospiti, “Non fate complimenti.”

Fece per tornar dentro, quando Chin si alzò.
“Ti aiuto”, si offrì.
“Anch‟io”, disse prontamente Steve. Lei annuì ringraziandoli entrambi, e quando tornarono Chin reggeva due bottiglie di birra, Steve altre due, mentre Leilani portava una caraffa di acqua con cubetti di ghiaccio.
“Basta così”, disse sorridendo ai due uomini, che accennavano a rientrare con lei; tornata dentro, uscì nuovamente, stavolta reggendo una zuppiera, che posò accanto a Grace.
”Saimin”, annunciò, e a beneficio di Danny, di cui non sapeva il grado di conoscenza della cucina hawaiana, spiegò, “Zuppa di pesci vari con alghe, funghi, gamberetti e cipolle verdi, servita tiepida.”
Versò un paio di mestolate nel piatto della bambina, che annusò curiosa e proclamò:
“Mmmhhh, che profumino!”
Leilani passò la zuppiera a Kono e le fece segno di servirsi, mentre lei tornava in cucina per andare a prendere il pane. In breve la zuppiera ebbe fatto il giro, e dopo che pure Leilani si fu servita, iniziarono a mangiare.
“Davvero deliziosa”, dichiarò Danny dopo una sola cucchiaiata, volendo essere il primo a complimentarsi con la cuoca. Kalei represse un sorrisetto: aveva ben visto come il biondo detective guardava sua figlia. Le era però anche apparso chiaro che Leilani non ricambiava l‟interesse di Danny, almeno non nel modo che lui avrebbe voluto. Peccato, sembrava proprio un‟ottima persona, ed a lei – come a tutte le madri – sarebbe piaciuto che la figlia trovasse un bravo marito. Purtroppo, Leilani non pareva affatto intenzionata ad accasarsi: affermava che, se finora non aveva trovato nessuno che le interessava fino a quel punto, sarebbe probabilmente rimasta zitella.Sono d‟accordo”, disse Chin, annuendo, e gli altri si unirono a lui.
Danny adocchiò le casse appese alle colonne del gazebo, da cui si diffondeva la musica.
“Una vera festa hawaiana”, commentò in tono d‟approvazione.
“Sì, ma lo sarebbe di più se ti togliessi quella cravatta!”, lo prese in giro Kono.
“Nessuno alle Hawaii porta la cravatta”, reiterò Jake, guardandolo con simpatia, “a meno che non si tratti di un‟occasione davvero molto formale.”
“Ci ho già provato io, a convertirlo”, affermò Steve divertito, “Tempo sprecato, non vuol saperne!”
“Vero”, confermò Danny, “Questo è il mio stile, e non intendo cambiarlo.”
“Bravo”, approvò Kalei, sorprendendolo, “Non bisogna farsi schiavi dell‟approvazione altrui”, guardò il marito, e nei suoi occhi comparve uno sguardo molto dolce, “Se lo avessi fatto, non avrei mai potuto sposare Jake.”
L‟uomo le prese la mano e se la portò alle labbra per deporvi un lieve bacio.
“Giusto”, confermò, “Dovete sapere, ragazzi, che inizialmente la madre di Kalei era molto contraria al fatto che sua figlia frequentasse uno haole, il che pensandoci era assurdo, dato che lei stessa ne aveva sposato uno. Ma Kalei non si è arresa, si è imposta e… beh, eccoci qua, con quarant‟anni di matrimonio alle spalle.”
Danny ricordò d‟essere stato più volte apostrofato con quel nome, che significa straniero, caucasico, occasionalmente anche con disprezzo. Gli hawaiani infatti sono molto orgogliosi del loro retaggio, sia in termini di usanze che di lingua, ed a volte anche con sfumature razziali.
“Quindi anche suo padre è uno haole?”, s‟informò Kono incuriosita, rivolta a Kalei, “Del continente?”
“Sì, dell‟Oregon”, confermò la donna, “Si chiamava Aidan O‟Connor ed era di origini irlandesi. Era di stanza a Pearl Harbor, dove ha combattuto durante l‟attacco giapponese. È stato fortunato a cavarsela, mia madre era incinta di mio fratello maggiore…”
“Anche mio nonno era a Pearl Harbor”, rivelò Steve, colpito da quella convergenza, “Lui purtroppo è morto durante l‟attacco. Magari si conoscevano.”
“Sì, è certamente possibile”, considerò Kalei, “Peccato che non ci sia modo di accertarlo, entrambi i miei genitori sono morti anni fa.”
Steve si rivolse a Leilani:
“I nostri nonni potrebbero aver combattuto fianco a fianco”, disse, pensieroso. Lei annuì:
“Già… che coincidenza, vero?”, commentò, non sapendo bene che dire. Lo sguardo assorto che scorgeva negli occhi cangianti di Steve – in quel momento quasi verdi – le faceva correre brividi alternativamente caldi e freddi lungo la spina dorsale.
“I miei nonni stanno in New Jersey!”, intervenne vivacemente Grace, e Leilani benedì silenziosamente la bambina per la distrazione che le forniva.
“Davvero?”, fece, “E dove, precisamente?”
“Flemington, nella contea di Huntingdon”, rispose Grace, sfoggiando orgogliosa le sue nozioni di geografia.
“Hai anche dei nonni in Australia”, le ricordò Danny.
“Sì!”, confermò la bambina, con entusiasmo, “A Cairns, nel Queensland. I genitori di mia mamma”, specificò, tanto per chiarezza, “Abitano in una bellissima casa in riva all‟oceano, proprio di fronte alla corriera barallina… Scusate!, volevo dire barriera corallina”, si corresse, arrossendo mortificata per essersi impappinata a quel modo. Accipicchia, non era più una bambina piccola!
Accorgendosi del suo imbarazzo, Kalei rise:
“Non preoccuparti, a me capita di dire stero da firo invece di ferro da stiro…”
“Io invece, una volta, durante un pranzo ufficiale con ammiragli e generali, ho fatto cadere le posate e allora ho chiesto al cameriere di portarmi coltetto e forchella”, dichiarò Steve, rincarando la dose, “E mi sono pure seccato quando non ha capito subito cosa volevo dire!”
Tutti scoppiarono a ridere, annullando completamente l‟imbarazzo di Grace, che si unì alla risata generale.
Leilani era molto lieta che i suoi genitori ed i suoi colleghi si fossero già così ben amalgamati da ridere e scherzare assieme. Portò via fondine e zuppiera, accettando stavolta l‟aiuto di Kono, per tornare con un grande piatto da portata, mentre la collega reggeva due ciotole di insalata verde arricchita di anacardi e di ananas a pezzetti.
“Mahi mahi, tranci di pesce cotto al forno con contorno di pomodori e cipollotti”, annunciò Leilani, posando il vassoio accanto a Grace, “Penso che ti piacerà anche questo, Grace.”
“Sono sicura di sì!”, confermò la bambina, mentre Leilani gliene metteva un pezzo nel piatto, completando la portata con le verdure cotte, mentre nel piattino le depose un mucchietto di insalata. Di nuovo, si servì per ultima e il pranzo riprese, così come la conversazione. Ancora una volta Leilani ricevette i complimenti dei commensali, scena che si ripeté più tardi con i lau lau, involtini di bietola ripieni di carne tritata di maiale cotta in umido, accompagnati da riso in bianco.
“Sa Steve?, conoscevo suo padre”, disse Jake ad un certo punto.
“Davvero?”, fece Steve, sorpreso.
“Solo di fama, purtroppo”, precisò l‟uomo più anziano, “Lavoravamo in distretti diversi. Ma Jack McGarrett aveva fama di poliziotto corretto e molto in gamba. Posso chiederle come procedono le indagini sulla sua morte?”
“Niente di nuovo ancora, purtroppo.”
“Mi spiace. Spero che prendano presto i colpevoli.”
Steve si limitò ad annuire e Jake, accorgendosi di rischiare di rattristare l‟atmosfera, si affrettò a cambiar discorso:
“Comincio ad aver davvero caldo!”, dichiarò vivacemente, togliendosi la tshirt. Ricordandosi che Leilani lo aveva invitato a farlo, se lo desiderava, Chin esclamò:Buona idea!”, e si levò la canottiera, rivelando un torace assai ben scolpito che gli meritò un‟occhiata d‟apprezzamento da parte sia di Kalei che di Leilani. Kono invece lo ignorò, avendolo visto centinaia di volte quando andavano a fare surf insieme, fin da bambini.
“Fa piacere ogni tanto rifarsi gli occhi!”, rise Kalei, guardando sia il marito che il giovane poliziotto con franca ammirazione. Jake poteva infatti vantare un fisico ancora invidiabile, nonostante l‟età.
Danny, come c‟era da aspettarsi, non accennò ad imitarli, ma Steve pensò che non era il caso di formalizzarsi e seguì l‟esempio di Jake e Chin, spogliandosi della camicia.

—— Continua… ——

NB.Per i contenuti della fanfiction si consiglia la lettura ad un pubblico esclusivamente adulto (NC-17).

Disclaimer: Si ricorda che tutti i personaggi della serie “Hawaii Five-0” ed i suoi personaggi sono esclusiva proprietà della CBS; sono utilizzati senza il permesso degli autori e non a fini di lucro, né si intende infrangere alcun diritto di copyright.

E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

Ps: Tutti i capitoli li potete leggere qui: I Fiori Del Paradiso

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Una Risposta

  1. IWIDEAWAKE

    wow*_*

    20 agosto 2012 alle 02:34

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